Gazzetta di Reggio

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cala il sipario sul sodalizio rossoblÙ 

Il Gs Massenzatico chiude dopo 37 anni

L’allenatore/presidente Lanzi: «Abbiamo perso la gestione del Cabassi e giocare altrove non ha senso, ma c’è anche altro»

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Reggio emilia

Dopo ben 37 anni di storia, cala il sipario sul Gruppo Sportivo Massenzatico: il club rossoblù chiude definitivamente i battenti, e dunque non parteciperà al prossimo campionato di Terza Categoria. La notizia è stata data da Giuseppe Lanzi, vero e proprio factotum della società, in un post su Facebook.

Nel corso degli anni il Massenzatico ha saputo guadagnarsi un consistente e meritato prestigio: una realtà piccola ma molto vivace, che peraltro adesso era attiva pure in ambito giovanile.

QUESTIONE CAMPO

Lo chiamano “il Ferguson di Massenzatico”, e non è certo un soprannome casuale: oltre a essere tra i fondatori ed ex giocatori della società, da quasi 20 anni Giuseppe Lanzi rivestiva il doppio incarico di allenatore e presidente.

«La questione legata all'impianto di gioco ha senza dubbio favorito la scelta di chiudere - spiega il massimo dirigente biancorossoblù - Ora la gestione del “Gino Cabassi” è passata al Viaemilia 2018, che ha vinto il bando di assegnazione: stavolta abbiamo rinunciato a partecipare alla gara, perchè non avremmo potuto soddisfare i requisiti richiesti dalla Fondazione per lo Sport. Stando infatti alle nuove regole, potevano concorrere soltanto le società in grado di assumere almeno due dipendenti: un custode e un addetto alle pulizie - sottolinea Lanzi - sono condizioni inarrivabili per una realtà come la nostra, specie considerando le difficoltà economiche legate all'emergenza Coronavirus. L’alternativa sarebbe stata quella di giocare altrove, ma è un’ipotesi che ho subito scartato: infatti, io sono convinto che il Massenzatico abbia senso solo se può giocare le partite interne sul proprio terreno. Allo stesso modo, non avremmo potuto sostenere le spese derivanti dal pagare l'affitto al Viaemilia 2018».

AMBIZIONI

Tuttavia, la gestione del campo non è la principale causa della strada che Lanzi ha deciso di prendere: a essere coinvolte sono anche e soprattutto una serie di legittime aspirazioni personali.

«Il problema dell’impiantistica mi ha semplicemente aiutato ad assumere una decisione che probabilmente avrei comunque preso - spiega l’allenatore/presidente - Dopo tanti anni vorrei infatti nuovi stimoli calcistici, mettendomi alla prova guidando un’altra squadra che non sia il Massenzatico: ho il patentino Uefa B, e quindi posso allenare nell'intero universo dilettantistico italiano fino alla serie D».

«Negli anni scorsi ho avuto vari contatti in tal senso, ma i compiti legati alla presidenza del Massenzatico mi hanno sempre impedito di avvicinarmi ad altre panchine - rimarca Lanzi - Ora questi contatti ci sono ancora, e sento che sia giunto il momento giusto per prendere una delle opportunità che mi verranno proposte. Intanto, già nel 2019/2020 ho allenato nella Scuola Calcio della Falkgalileo: un’esperienza gratificante, che sicuramente continuerò anche in futuro. Purtroppo a Massenzatico non si intravedono figure disponibili a sostituirmi, e dunque la chiusura del club rappresenta un’opzione obbligata: ringrazio tutti coloro che hanno lavorato qui dal 1983 in poi». —

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