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Il rimpianto per aver solo sfiorato la promozione in Prima categoria

n.r.

Per tre volte la squadra è risalita in Seconda subito dopo la retrocessione Tanti i personaggi passati negli anni nella società reggiana 

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reggio emilia

Giuseppe Lanzi, ma anche Luca Ronzoni, Leo Ronzoni e Giacomo Buffagni: sono questi i quattro fondatori che nel 1983 diedero vita al Gruppo Sportivo Massenzatico, uno staff a cui l’anno dopo si aggiunse anche Enea Arduini. La storia del club rossoblù è contraddistinta da ripide discese e da altrettanto rapide risalite. In ben tre occasioni, la squadra è riuscita a tornare subito in Seconda Categoria cancellando l'amarezza della retrocessione maturata 12 mesi prima: una particolarità ben poco frequente, almeno in ambito reggiano.

«Siamo persino riusciti a sfiorare l'approdo in Prima - ricorda Lanzi - Il fatto di non avere mai centrato tale obiettivo rappresenta l'unico rammarico di questi 37 anni: comunque sia, complessivamente parlando, credo proprio che si sia fatto davvero tutto il possibile per cercare di divertire ed entusiasmare il nostro pubblico».

Tra gli altri personaggi che più hanno segnato la storia del Massenzatico c'è anche Giacomo Mori, direttore sportivo per ben 20 anni: poi Ariello Bertozzi, vicepresidente nonchè custode volontario del campo. Tra i giocatori spicca un nome come quello di Mauro Fantuzzi, che ha scelto di rimanere in rossoblù nonostante le svariate richieste da categorie superiori: parlando invece di allenatori, tra i tecnici che hanno preceduto la lunga era-Lanzi figura pure l’indimenticato Stefano Caroni.

Ora il calcio nella frazione reggiana proseguirà con altre due realtà, peraltro operanti da tempo: il Cervo che disputa i campionati Amatori, e il Volley Massenzatico.

«Noi avevamo un settore giovanile con una cinquantina di iscritti - spiega Lanzi - Probabilmente molti di loro andranno a rinforzare le fila della società di volley, che può contare su una sezione calcistica al proprio interno. Per quanto riguarda invece la prima squadra, mi adopererò per trovare una nuova squadra ai giocatori che hanno il cartellino di nostra proprietà». —

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