Dall’era di Giovanni Vandelli fino alla B con Marchioro
Dopo sei anni sfortunatissimi di uno dei presidenti più amati dai tifosi granata nella stagione 1988/89 la Finsport rileva la società e coglie la promozione
REGGIO EMILIA
La storia granata degli anni Ottanta è legata fondamentalmente a due nomi: Romano Fogli e Giuseppe Marchioro. Il primo arriva a Reggio nel 1980 dopo una stagione, quella 79/80, che ha visto i granata ottenere un anonimo undicesimo posto ed il quadrumvirato lasciare definitivamente la guida del club. Il secondo chiude il decennio con una delle più entusiasmanti promozioni della storia centenaria della Reggiana, dopo gli anni delle delusioni dell’era Vandelli.
Romano Fogli guida i granata dalla stagione 80/81. La Reggiana può contare su un ottima base di giovani pronti al salto di qualità e su acquisti importanti come Matteoli, Zandoli e Eberini. A tre giornate dal termine arriva la tanto sospirata promozione grazie alla vittoria sul Novara per 5-4. Per il campionato successivo, 81/82, il Mirabello deve essere ammodernato per le nuove norme di sicurezza. Nonostante acquisti prestigiosi come Carnevale e Marocchi la squadra fatica molto e raggiunge la salvezza solo all’ultima giornata. Il 5 luglio 1982 inizia ufficialmente l’era di Giovanni Vandelli come presidente della Reggiana. Il nuovo proprietario fa le cose in grande e la campagna acquisti è scoppiettante, affida la panchina della squadra a Romano Fogli, e come direttore sportivo sceglie Moreno Roggi. Saranno anni decisamente sfortunati, quelli della gestione Vandelli, presidente generosissimo e ancora oggi amato dalla tifoseria granata. Il paradosso sta anche nei nomi che passeranno da Reggio in quegli anni: nomi di calciatori che avrebbero fatto poi una grande carriera, ma che non riuscirono a portare in alto i colori granata: Apolloni, Di Livio , Carnevale, Marocchi sono soltanto alcuni dei nomi delle campagne acquisti dell’era Vandelli. Poi gli allenatori, che si succederanno sulla panchina granata al ritmo di uno a stagione. GB Fabbri, Toneatto, Fontana, Cadè, Santin.
Il 1987/88 è il sesto e ultimo anno di presidenza per Vandelli che lascerà senza purtroppo aver coronato il suo sogno, ovvero riportare la Reggiana in serie B. La squadra dopo una partenza disastrosa riesce a riprendersi, ma non è mai in lotta per la promozione. Nel marzo 1988 si chiude l’era Vandelli con il passaggio di quote alla Finsport di Valter Sacchetti che nomina come nuovo Presidente Ermete Fiaccadori. Gli anni Ottanta si chiudno con l’altro protagonista di questo decennio. Per la stagione La panchina viene affidata nel 1988/89 a Giuseppe Marchioro che guiderà poi i granata per sette consecutive stagioni. La squadra viene costruita accuratamente, tra sicurezze e scommesse. La più avvincente è quella di Andrea Silenzi, centravanti della Lodigiani arenato ad Arezzo che in granata diverrà la vera trave portante della squadra. I granata escono alla distanza. Dopo un girone d’andata in chiaro-scuro con ben 5 sconfitte. Nei momenti critici l’ambiente mantiene però motivazioni e serenità ed il girone di ritorno è un trionfo con 25 punti e una serie determinante di 5 vittorie consecutive e un periodo di imbattibilità di quasi 5 mesi. L’ultima partita casalinga, contro il Prato è quella decisiva per la promozione. Basta un punto, con la classifica che vede la Reggiana prima in classifica a +2 sulle inseguitrici Spezia, Prato e Triestina. La Reggiana però fa bottino pieno con i gol di D’Adderio e Rabitti e Reggio esplode di gioia per il sospirato traguardo raggiunto. —
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