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Il calcio prepara la ripartenza Tutte le novità, cose mai viste

di Stefano Scacchi
 Il calcio prepara la ripartenza Tutte le novità, cose mai viste

Dalle partite alle 22 ai cinque cambi, pur di finire la Serie A è pronta a tutto Anche agli effetti speciali sugli spalti vuoti. La spada di Damocle è l’algoritmo

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di Stefano Scacchi / MILANO

Un mix di matematica, effetti speciali, precauzioni mediche e orari mai visti. Le ultime 12 giornate della Serie A 2019-20 (più quattro recuperi) saranno un concentrato di abitudini e rituali lunari. Algoritmi, termoscanner, spogliatoi separati e panchine lunghissime. E non nel senso di ampia disponibilità di rincalzi all’altezza dei titolari, ma di spazi obbligatoriamente più ampi del normale per distanziare le riserve, in mascherina fino alla sostituzione, più probabile con la novità dei cinque cambi. In alcuni campi – come Milano, Bergamo o Allianz Stadium – diventeranno provvidenziali gli skybox allestiti a bordo prato o le panchine all’inglese inglobate in tribuna. Sistemazione più agevole rispetto alla scala d’aereo per far accomodare i giocatori sugli spalti usata a Lipsia.

Abolito anche l’appello.

La parola d’ordine sarà mantenere le distanze. A partire dalle proteste dei giocatori che non dovranno mai avvicinarsi a meno di un metro e mezzo dagli arbitri. I direttori di gara eviteranno i contatti con gli atleti. Salterà quel cerimoniale uguale dalla Serie A ai Pulcini, il passaggio che segna l’inizio della carriera agonistica di ogni ragazzino dopo le partite al parchetto: la chiamata della distinta negli spogliatoi con il nome e il numero in risposta al cognome scandito dall’arbitro. Le due squadre dovranno arrivare separate allo stadio. Possibilmente su più pullman per ridurre la vicinanza durante il viaggio. Non ci saranno i saluti tra i 22 titolari prima del calcio di inizio.

Poi, dal primo minuto, i contrasti faranno parte del repertorio, ma è meglio evitare tutto quello che non è strettamente necessario, comprese le esultanze.

Pubblicità in tribuna

Alcune di queste partite cominceranno a orari mai visti alle nostre latitudini. L’Aic propone le 22 come in Spagna. Le gare delle 17.15, le più indigeste per i calciatori, dovrebbero essere appena una decina, mai a Lecce e Napoli. Resterà da riempire quell’enorme muraglia di seggiolini colorati e vuoti. La Lega sta valutando la possibilità di sistemare sulle tribune maxi-schermi con le immagini via zoom dei tifosi a casa, come successo in Danimarca. Allo studio effetti di luce per simulare la presenza di bandiere, striscioni e sciarpe. Le tribune deserte potrebbero essere riempite anche da maxi-teloni pubblicitari in modo da aumentare la visibilità degli sponsor, se i regolamenti lo consentiranno.

E potrebbe entrare in scena una nuova variante in caso di sospensione del campionato che impedisca anche la disputa di playoff e playout: l’algoritmo, evocato dal presidente federale Gravina, per stabilire la classifica finale se le squadre non avranno giocato lo stesso numero di partite. Un insieme di coefficienti per mettere tutti sullo stesso piano con criteri oggettivi. «The show must go on». Questo, si spera, per il più breve tempo possibile. Perché, mai come adesso, tornare presto alla normalità sarebbe eccezionale. —

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