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«Reggiana, puoi salire in serie B ma ora ti aspetta un nuovo campionato»

NicolÒ valli
«Reggiana, puoi salire in serie B ma ora ti aspetta un nuovo campionato»

Sergio Eberini, ex portiere granata e attuale allenatore delle Terre Matildiche, fa le carte al finale di stagione di Scappini e soci 

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il personaggio

NicolÒ valli

«Mi raccomando, sempre forza Reggiana».

La lunga chiacchierata con Sergio Eberini si conclude con una dichiarazione d’amore verso il club cui è inevitabilmente più legato.

Dal 1980 al 1985, cinque stagioni a difesa della porta granata per un totale di 139 presenze, oltre all’esperienza nel settore giovanile e la chiamata in panchina nell’annata 2017/18 insieme a Max la Rosa e Andrea Tedeschi, culminata con il dolore di Siena che ha di fatto sancito la fine dell’era Piazza.

Nonostante le 66 candeline “Ebero” non ha certo perso la passione per il calcio, istruendo i giovani delle Terre Matildiche.

Dopo mesi di continue variazioni sembra proprio che la Reggiana torni in campo.

«È passata la linea dei playoff. Da un punto di vista sportivo è sicuramente la soluzione migliore, ma in merito alla situazione sanitaria ho qualche dubbio. Non so infatti quanto reggerà il sistema in un campionato come quello di serie C, e soprattutto quante squadre vorranno aderire alla proposta: non credo che la fase finale a base volontaria sarà infatti piena di adesioni, anche perché molti medici non vorranno assumersi tutta la responsabilità del caso».

Con queste indicazioni i granata partirebbero dai quarti di finale, anche se la ripresa è piena di incognite. Come la vede?

«Sarà un altro campionato, questo è bene chiarirlo subito. Dubito infatti che dopo tre mesi di stop e con poche settimane di allenamento sulle gambe Lunetta piuttosto che Kargbo riescano a involarsi sulla fascia come prima del lungo stop. Il rischio infortuni sarà poi molto alto, e non mi stupirei se decidessero di portare a cinque le sostituzioni. Ci sarà molto caldo, ma si sono disputati Mondiali di calcio con temperature elevatissime e dunque non credo che in questa situazione il meteo sia il problema principale».

Come giudica il campionato di Scappini e soci?

«È stata una stagione bellissima, interrotta quando tutti i giochi erano aperti. Anche io infatti sarei stato contrario alla possibilità di far salire le prime in classifica, perché almeno nel nostro girone nulla era già stato deciso. L’allenatore ha comunque tutte le doti per mettere in campo una squadra super motivata, ed anche gli stessi giocatori sono sicuro sapranno trasferire sul terreno di gioco tutte le energie che sono rimaste. Alvini è riuscito a proporre un calcio propositivo ed organizzato, sia offensivamente che difensivamente».

È l’anno giusto per tentare il salto in serie B?

«Me lo auguro: spero proprio che il club riesca a tornare ai massimi livelli, perché se lo merita. La società è stata molto brava a ricostruire dalle macerie lasciate. Una piccola critica, però, mi sento di farla».

Dica.

«Bisognerebbe investire maggiormente nel settore giovanile, che è sempre stato di grande livello. So che non è facile anche per il discorso campi e che la prima squadra è il prodotto principale, però è fondamentale non trascurare la cantera. Se si dovesse salire in B i dirigenti sarebbero infatti chiamati a costruire una formazione Primavera, quindi a mio avviso si potrebbe fare qualche sforzo maggiore in tal senso».

Nel frattempo alle Terre Matildiche inizia il campo estivo. Parteciperà?

«Tantissimi ragazzi stanno affollando i campetti perché hanno bisogno di giocare. Con la mia società ci stiamo trovando tutti i giorni nei campi di Salvarano e Quattro Castella: sappiamo che ci sono regole ferree ma la volontà è quella di proporre anche degli allenamenti. Mancherà però la cosa più importante, ovvero la partitella».

Sergio Eberini che ruolo avrà in tutto questo?

«Avrò il mio spazio per formare i portieri, anche se al massimo ne potrò curare tre alla volta per le note normative sul distanziamento. Sono però contento perché c’è tanta voglia di ripartire: dopo quasi due mesi di clausura stavo quasi entrando in depressione». —

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