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«Skating in pista anche se mi aspetto la cancellazione del Mondiale»

Alessandro Zelioli
«Skating in pista anche se mi aspetto la cancellazione del Mondiale»

Silingardi, presidente del club albinetano, guarda avanti «Ci alleniamo come se fossimo a inizio stagione»

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aLBINEA

«La stagione è andata. Rimarrebbe un Mondiale a novembre, ma vista la situazione, a oggi, come presidente non me la sento di ipotizzare una nostra partecipazione».

Così il numero uno dello Skating Club Albinea, Gianluca Silingardi, commenta la ripartenza delle sue squadre nazionali, che possono allenarsi in quanto rappresentativa azzurra, ma divisi un due gruppi, per rispettare le direttive della Federazione, onde evitare rischi di contagio da Coronavirus.

Sembra impossibile che uno sport come il pattinaggio sincronizzato, debba dividere le squadre in due. Tutto ciò non va contro la natura stessa della disciplina?

«Assolutamente sì, ma anche indispensabile in questo momento. Tornare in palestra era possibile solo in questo modo e anzi, grazie al fatto che le nostre due squadre (il Precision Team Albinea e la compagine Junior, ndr) fanno parte della Nazionale italiana, hanno potuto rimettere i pattini. Altrimenti sarebbero ancora a guardare gli schermi del pc».

Quindi meglio riprendere, anche se in questo modo?

«Certo. Tanto la stagione è andata. Saltati gli italiani, gli Europei, manca solo la conferma che anche i Mondiali in Paraguay di novembre siano messi in archivio. Una scelta che auspico arrivi a breve, nel rispetto degli atleti e di chi ha lavorato duramente per evitare contagi e curare le persone. Se le Olimpiadi sono state spostate, non vedo perché non si possa annullare il Mondiale di pattinaggio artistico».

Ci sono possibilità che il Mondiale venga posticipato?

«Impossibile. Nel 2021 c’è la terza edizione dei World Roller Games che sono le nostre Olimpiadi, a Buenos Aires. Non credo si possa pensare di fare nello stesso anno due competizioni di così alto impegno organizzativo anche economico per le società che devono prendervi parte. Cercheremo, tuttavia, di realizzare una competizione italiana per offrire agli atleti una gara. Allenarsi senza competere è impossibile per un anno intero. Tra l’altro, solo noi del sincronizzato e i grandi gruppi hanno fatto i campionati regionali. I singolaristi e le coppie, neppure quelli».

A proposito: il vostro titolo regionale, potrebbe essere sufficiente per andare ai Mondiali, vista la situazione?

«Non lo so, ma al momento non mi pongo il problema. I campionati italiani che danno la classifica di merito, non ci sono stati. La Federazione, potrebbe anche decidere di creare una sorta di classe di merito. Noi abbiamo disputato tutte le edizioni dei Mondiali sin qui realizzate, ma non conta. Anche perché, mi ripeto, allo stato attuale non me la sento di mettere su un aereo trenta ragazze compreso lo staff, se le condizioni di sicurezza non ci sono. Dobbiamo pensare che le famiglie ci affidano i figli. Non possiamo mettere a repentaglio la loro salute nel modo più assoluto. Se poi le cose in Sudamerica, che oggi dicono essere il focolaio mondiale più importante, cambieranno, saremo pronti a valutare diversamente la cosa. Sempre ammesso e non concesso che acquisiamo il diritto a salirci, su quell’aereo».

Come si stanno allenando le sue squadre?

«Al pala Conad di Albinea, che è un pallone pressostatico in grado di garantire il ricambio costante di centinaia i metri cubi di aria continuamente, abbiamo segnato sulla pista i posti per la sosta dopo una corsa, distanziato le panchine per indossare i pattini, visto che gli spogliatoi non possono essere utilizzati. Distanze tra i tecnici e anche in pista. Mascherina indossata, anche se correre a tutta con questa cosa davanti alla bocca, rende molto complicato il gesto atletico. E Giovanna Galuppo, il tecnico delle squadre, sta riprendendo la condizione atletica. Diciamo che ora ci alleniamo come se fossimo reduci da un Mondiale e dovessimo preparare la prossima stagione».

E il gruppo, come farà a imparare le figure?

«Se e quando le normative lo consentiranno, si lavorerà per quello scopo. A quel punto, ci saranno anche obiettivi, gare fissate e impegni da onorare. Vorrà dire che questa pandemia è sotto controllo. Un momento che, inutile anche sottolinearlo, attendiamo tutti con gioia». —



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