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Granata in campo domani ma il campionato dei test e dei tamponi è già iniziato

Massimo Sesena
Granata in campo domani ma il campionato dei test e dei tamponi è già iniziato

Una volta individuati i componenti del “Gruppo Squadra”, si parte con gli esami Ecco tutte le novità: dalle sedute individuali alle rigide regole dello spogliatoio 

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Massimo Sesena

REGGIO EMILIA

In attesa di quello a suon di gol e punti in classifica, l’altro campionato della Reggiana, ancorché nel massimo riserbo, è probabilmente già partito. Se infatti è previsto per domani l’inizio della preparazione in vista della probabile ripresa della stagione, a far da preambolo ai primi allenamenti individuali dovrebbero essere - proprio in queste ore - i primi test sierologici e i primi tamponi.

Invero, la ripresa dell’attività non può prescindere dalla raccolta di questi primi dati epidemiologici che serviranno fin da subito allo staff medico della squadra per definire i confini del cosiddetto Gruppo Squadra.

È stato definito in questo modo il compromesso raggiunto nella trattativa sul protocollo sanitario da adottare per la ripresa del calcio professionistico in Italia. Si tratta della risposta al ritiro blindato che inizialmente la comunità scientifica voleva imporre alle squadre e ai calciatori.

In particolare in prima battuta saranno i test sierologici a stabilire la situazione epidemiologica della Reggiana. Dai test il responsabile dello staff medico della Reggiana , il dottor Enrico Violi potrà ad esempio stabilire che tipi di anticorpi abbia sviluppato Alessandro Favalli, il giocatore della Reggiana risultato positivo al Covid-19 e poi definitivamente guarito dall’infezione. E allo stesso modo non è nemmeno da escludere - in linea meramente teorica - che vi siano stati in questo periodo altri casi, magari asintomatici.

Il monitoraggio costante di questo quadro epidemiologico - che i protocolli attribuiscono in prima battuta al responsabile sanitario della società - è richiesto dal protocollo. E questo fatto nelle settimane scorse, aveva fatto scendere sul piede di guerra - non si sa quanto spontaneamente - i medici della associazione Lamica(acronimo che sta per Libera associazione medici italiani calcio) che annunciavano il loro rifiuto ad assumersi altre responsabilità oltre a quelle ordinarie del loro ruolo di medici sociali.

Una posizione a cui aveva replicato duramente la stessa società granata sottolineando come il responsabile dello staff medico granata era contrario a questa presa di posizione: «Per quanto concerne i costi e le strutture alberghiere - diceva il comunicato della società - il club ha già provveduto a disporre tutti i presidi medici necessari per il rispetto del vigente protocollo. Allo stesso modo ha preventivato i costi per eventuali ritiri forzati avendo la disponibilità del fabbisogno finanziario per tutte le evenienze».

In realtà, a fare i conti ci avevano già pensato altri, in gran parte appartenenti al “partito” dei contrari alla ripresa della stagione: depennati i costi di un maxi-ritiro in albergo, rimangono sul tavolo costi comunque importanti come quelli per la sanificazione degli ambienti e l’acquisto dei dispositivi di protezione individuali (guanti e mascherine ma anche soluzione idroalcolica per le mani), fino ai costi dei test sierologici (stimati in circa 360) e dei tamponi che dovrebbero raggiungere la significativa cifra delle 600 unità.

Insomma, da domani anche il Gruppo Squadra granata dovrà fare i conti con tutta una serie di novità assolute. Dall’obbligo di arrivare al campo già vestiti e pronti per iniziare l’allenamento, alla necessità di lasciare il campo stesso evitando di utilizzare le docce dello spogliatoio. In particolare, si legge nel protocollo per gli allenamenti: «Negli spogliatoi dovrà essere garantito il distanziamento dei giocatori di almeno 2 metri: in caso non fosse possibile, andrà scaglionato l’ingresso. Considerando che l’ambiente delle docce, ricco di vapor acqueo, potrebbe favorire in via del tutto teorica la diffusione del virus, è preferibile fare le docce nelle singole camere». In mezzo - tra l’alfa e l’omega di queste sedute - tutta una serie di prescrizioni che sono una novità assoluta nel mondo del calcio. A cominciare da allenamenti individuali in cui praticamente ogni giocatore sarà solo o quasi in una metà campo, a compiere tutta una serie di esercizi rigorosamente senza palla. Per quella bisognerà attendere almeno due settimane. Salvo complicazioni, scriverebbe il medico. —

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