«Ho i soldi per fare i playoff ma il mio medico sociale si dimetterà per protesta»
REGGIO EMILIA
È tornato a tuonare, il patron del Carpi Stefano Bonacini. E lo ha fatto anche stavolta davanti alle telecamere di CSiamo , la trasmissione settimanale che Rai Sport dedica alla Lega Pro.
Invero, dai microfoni della Rai, mister Gaudì non si è limitato a chiedere che si riunisca d’urgenza - e possibilmente prima dell’8 giugno - una nuova assemblea delle società di Lega Pro. O meglio lo ha fatto, ma solo dopo averne spiegato i motivi. «Le proposte fatte dal direttivo - ha detto Bonacini - senza sentire l'assemblea, non mi sembrano in linea con la democrazia. E non mi sembrano rispettose nei confronti di 60 presidenti che dovrebbero partecipare alla discussione e, in qualche misura, anche alla vita e alla morte delle società. Penso a squadre condannate alla retrocessione per il giudizio di 5 consiglieri. Perché in Serie A non è stato assegnato lo scudetto alla Juventus e la B non ha promosso il Benevento, facendo giocare i playoff a tutte le altre? Perché sono due leghe serie. Noi, invece, non siamo una Lega seria». E questo è solo l’incipit del durissimo j’accuse dell’imprenditore carpigiano. Che poi fa leva anche sulle difficoltà del Carpi, circa l’applicazione del protocollo medico necessario per la ripresa. «Vi parlo - ha spiegato il presidente del Carpi - di problematiche non solo economiche. Io mi posso permettere economicamente di giocare i playoff ma non riesco a trovare un dottore. Il mio si dimetterà perché non vuole certificare quello che bisogna certificare per giocare. È una questione oggettiva, non economica. E mentre io ho questo problema tu fai già le date. Inoltre quando verrai a controllarmi vorrai che io sia a posto con tutto, perché se metto le ruote della macchina sulle strisce mi multi. Ma poi decidi di far quello che ti pare». —
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