Gazzetta di Reggio

Sport

Test, tamponi e campi: così la Reggiana è in vantaggio

Massimo Sesena
Test, tamponi e campi: così la Reggiana è in vantaggio

Memore del calvario di infortuni dei primi mesi della stagione  ora la società ha tutte le carte in regola per puntare in alto

3 MINUTI DI LETTURA





Massimo Sesena / REGGIO EMILIA

Alla fine, la Reggiana di Max Alvini potrebbe anche doversi arrendere. Al campo, all’algoritmo dell’ultimo momento, a giochi di potere che sfuggono alle nostre possibilità. Ma l’impressione è che - comunque vada - i granata arriveranno all’appuntamento con il destino con l’abito della festa, avendo fatti tutti i compiti a casa. Anzi di più. Perché in queste settimane, forse anche aiutati dall’atmosfera ovattata del lockdown che ha finito per rendere tutto relativo - il calcio, le squadre da promuovere e da bocciare, le misure sanitarie da adottare per non incorrere nelle ire di chissà chi - i granata hanno davvero lavorato in silenzio, anche per colmare quel gap che li divideva non tanto da qualche altra squadra di pari rango, quanto piuttosto dallo status di squadra che può legittimamente puntare in alto. Il gioco di Alvini ce lo aveva detto: la Reggiana meritava di stare in alto. Al tempo stesso però c’erano cose che andavano registrate, come le spie d’allarme di una macchina, quelle spie che quando lampeggiano da un po’, è bene non sottovalutare. Ricordate gli sfoghi di Alvini per l’impossibilità di avere un campo perfetto su cui provare e riprovare quegli schemi e quegli automatismi che rendevano i granata l’”Atalanta della serie C”?

E ricordate l’altro effetto collaterale dei mesi di nomadismo a cui i granata erano costretti? Ricordate i guai fisici di Spanò, Costa, Marchi, Scappini? Tutti con un filo conduttore, che la dirigenza granata ha preso in mano e riannodato.

Pensiamo a quella struttura medico-sanitaria che prima non c’era e adesso c’è. Una struttura sanitaria che ha provato e sta provando la propria efficienza in questo momento di crisi profonda dovuta alla pandemia. In pochi mesi - su input del Ds Doriano Tosi - si è creato quasi dal nulla uno staff medico vero e proprio che ha nel Ctr il proprio centro medico di riferimento. E questo ha permesso, tra le altre cose, di gestire in anticipo la partita della ricerca dei centri presso cui effettuare i test e i tamponi, strappando - si dice - anche una tariffa conveniente per la società granata. Che poi ha potuto contare sulla piena disponibilità dei campi dell’ex Sporting. Anche in questo caso, dicono da via Brigata Reggio, l’utilizzo esclusivo di un impianto che - ad esempio - conta, oltre ai due campi, sei spogliatoi , ha reso agevole l’adeguamento ai protocolli. «È bastato cambiare il layout delle stanze e individuare una entrata e una uscita separata». Il fatto che tra gli sponsor granata vi sia anche lo Studio Alfa che si occupa da sempre di sicurezza sul lavoro ha aiutato molto anche la società granata che - dall’avvento del Covid-19 - ha dovuto trasformarsi in un’azienda come tante, con tanto di Rspp (Responsabile del Servizio prevenzione e protezione, figura prevista per legge in materia di sicurezza sul lavoro al pari della figura del Medico competente). Insomma, tra tante società, anche vicine geograficamente a noi, che in queste ore stanno disperatamente cercando medici che facciano il loro lavoro, la Reggiana sembra finalmente approdata anche da questo profilo, al professionismo. E questo è sicuramente un risultato che - in mezzo a tanto dilettantismo - alla lunga darà frutto. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google