«In casa Correggese è terminato un ciclo perciò ho scelto di lasciare»
L’osservatore e addetto al marketing Marco Oliviero Santini saluta il club biancorosso di serie D dopo sei stagioni
il personaggio
luca cavazzoni
Altra uscita dalla Correggese, dopo quelle di mister Cristian Serpini, del responsabile dell’area tecnica Marco Bernardi e del ds Gabriele Maule.
Ora a salutare i biancorossi dopo sei anni è Marco Oliviero Santini, che ricopriva il doppio ruolo di osservatore ed addetto al marketing.
«Voglio ringraziare il presidente Claudio Lazzaretti per questi anni. Ma anche tutti gli altri dirigenti, in particolare il segretario generale Giancarlo Setti ed il direttore generale Alessandro Flisi. Mi sono sempre trovato bene con tutti, era come stare in una vera famiglia» dice.
Come mai ha deciso di lasciare la Correggese?
«È stata una scelta mia personale: è finito un ciclo. Ho pensato di andarmene, dopo averci riflettuto un po’. L’altra sera il presidente Lazzaretti mi ha mandato un messaggio molto commovente, dicendomi che se volessi ritornare per me le porte della Correggese saranno sempre aperte. Mi ha fatto piacere, la considero una testimonianza di fiducia nei miei confronti».
È stata un'esperienza che porterà sempre nel cuore?
«Grazie anche al mio lavoro curavo l’aspetto di alcune sponsorizzazioni, oltre ad andare spesso a visionare gli avversari per poi fornire le relazioni a mister Serpini. Ho avuto il piacere di collaborare con Bernardi, persona brava, competente e che macina chilometri pur di trovare i giocatori più adatti. Mi mandava a vedere qualche profilo che poteva fare al caso nostro, specie in Serie D o nei campionati Primavera. Mi piaceva questo ruolo».
Potrà confermare anche lei che a Correggio si respira calcio vero.
«Ci sono regole precise, compreso il massimo rispetto per tutti. C’è un’organizzazione da professionisti, si respira la vera atmosfera del calcio di un certo livello. C’era parecchio affiatamento, sia in società sia nello spogliatoio. È vero che i risultati molto spesso hanno aiutato, ma averli centrati è la conseguenza di quello che c'era dietro. Ognuno di noi era sempre tenuto nella massima considerazione, io ritengo di essere stato anche coccolato. D’altronde il presidente Lazzaretti lo ripeteva spesso, mi diceva che io ero l’unico che svolgeva una doppia mansione».
Cosa c’è nel suo futuro?
«Per ora mi prendo un po’ di riposo. Se mi capitasse qualcosa, la valuterei. Mi piacerebbe continuare a fare l’osservatore magari mi potrà capitare un’altra avventura». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
