«Per salire in B la Reggiana deve far valere entusiasmo, qualità e spirito di gruppo»
Arnaldo Franzini, ex Brescello e attuale allenatore del Piacenza, a dicembre impattò al Città del Tricolore contro la squadra di Max Alvini
L’INTERVISTA
GIANMARCO REGNANI
Arnaldo Franzini ha scritto pagine indelebili nella storia del Brescello. Impossibile dimenticare il suo gol contro la Juventus al “Giglio” nel sfida di Coppa Italia terminata 1-1 nel settembre 1997.
Vestiti i panni dell’allenatore, ha condotto in Serie C il Pro Piacenza nel 2014 e qualche stagione dopo ha concesso il bis riportando tra i professionisti il Piacenza Calcio, con il quale ha sfiorato la promozione in B meno di un anno fa. In questa stagione il Piacenza di Franzini dopo 26 giornate staziona al settimo posto in classifica. Ora il tecnico, che ha già annunciato l’addio ai biancorossi al termine del campionato, attende le decisioni del Consiglio Federale in vista di una probabile ripartenza. E sul suo cammino potrebbe incrociare la Reggiana dell’amico Tosi.
«Negli ultimi giorni il Piacenza ha cambiato proprietà e ha messo in atto una serie di provvedimenti volti a tutelare l’iscrizione al prossimo campionato - sottolinea il tecnico -. La squadra non è più quella di prima ma la situazione si è stabilizzata. Non abbiamo ancora ripreso gli allenamenti e non so se lo faremo ma se dovremo obbligatoriamente ripartire, ci faremo trovare pronti».
In vista del ritorno in campo, quali corde deve toccare un allenatore per dare la scossa ai suoi giocatori dopo tre mesi di stop?
«L’allenatore deve essere vicino moralmente e psicologicamente alla squadra. Lo spirito del gruppo e la tenuta atletica sono le prima cose da ritrovare. Gli aspetti tecnici potranno essere recuperati con il tempo. Ma c’è un pericolo...».
Quale?
«Gli infortuni. Soprattutto nei primi giorni bisogna prestare la massima attenzione».
Secondo lei anche le prime classificate - Monza, Vicenza e Reggina - dovrebbero partecipare ai playoff?
«Nel nostro girone la corsa alla vetta era ancora aperta, ma negli altri due i discorsi erano praticamente chiusi. Capisco che non si possano accontentare tutti, ma se c’è qualcuno da premiare credo siano proprio le tre capolista. Se queste tre squadre dovessero partecipare ai playoff griderebbero certamente allo scandalo e secondo me avrebbero ragione di farlo».
Chi sono dunque le favorite per l’approdo in B?
«Questa stagione sfugge un po’ ai pronostici e il lungo periodo di stop ha fatto recuperare energie fisiche e mentali a tutti quanti, ma un’idea me la sono fatta. Che si giochino playoff a 10, 20 o 30 squadre non importa: per me Bari, Reggiana e Carpi sono nettamente sopra le altre avversarie per quello che hanno dimostrato sul campo e credo che arriveranno fino in fondo. Nelle partite secche presterei attenzione anche a Catanzaro, FeralpiSalò e Carrarese».
In campionato ha affrontato la Reggiana a dicembre, impattando per 2-2 al “Città del Tricolore”.
«Ricordo bene quella sfida: affrontammo un avversario veramente forte e pieno di entusiasmo. La Reggiana è la squadra che gioca il calcio migliore del nostro girone e secondo me poteva contendere fino in fondo la vetta al Vicenza avendo trovato la giusta alchimia tra pubblico, staff tecnico, giocatori e dirigenti».
Su cosa deve fare affidamento la Regia per provare a raggiungere la Serie B?
«Non deve snaturare quello che è il suo DNA: l’entusiasmo, la qualità e la coesione del gruppo. Alvini lo sa benissimo e stava sfruttando bene le caratteristiche della sua squadra fino a quando non è stato costretto a fermarsi».
A fine stagione ha già annunciato che si separerà dal Piacenza e non è un segreto il buon rapporto che la lega al ds granata Tosi. In futuro le vostre strade potrebbero tornare ad incrociarsi?
«Conosco Doriano da più di trent’anni e sono stato anche un suo giocatore: potevamo lavorare assieme tante volte ma non ci siamo mai incontrati nel momento giusto. Quando venni a sapere del suo passaggio da Modena a Reggio assieme ad Amadei, dissi che la Reggiana aveva fatto due grandi acquisti. Ad un anno di distanza posso constatare che la mia previsione fu decisamente azzeccata». —
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