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«Ripagherò sul campo la fiducia riposta in me dall’allenatore Martino»

adriano arati
«Ripagherò sul campo la fiducia riposta in me dall’allenatore Martino»

Candi, punto fisso del roster 2020/21 della Pallacanestro Reggiana risponde alle parole al miele del nuovo tecnico biancorosso 

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il protagonista

adriano arati

«Le parole di Martino? Mi hanno fatto piacere, io credo di essere maturato, so di dover essere più aggressivo in attacco e ci sto lavorando».

Arrivato alla fine della terza annata in biancorosso, Leo Candi rappresenta a oggi la principale certezza della rosa della Pallacanestro Reggiana che affronterà il prossimo campionato, e il nuovo allenatore Antimo Martino, nella sua presentazione, ha confermato l’intenzione di puntare sul giovane, per quanto già navigato, esterno di Bologna.

A 23 anni è già un veterano?

«Sono abituato a essere un veterano molto giovane, anche in Pallacanestro Reggiana, la prossima sarà la quarta stagione in cui sono a Reggio».

Ormai è a casa?

«Sì, mi sento ormai come fossi a casa mia, mi sono integrato al 100% a Reggio e nella società, sono molto contento di essere qui e di continuare il percorso. Ci sono stati alti e bassi, credo sia normale, sono carico e motivato».

Si preannuncia un mondo nuovo: è pronto?

«Ci sarà una nuova società, un nuovo coach, anche se alcune persone già le conosco, come Alessandro Dalla Salda. È stato lui a portarmi a Reggio, motivato a fare bene dopo due annate non delle più felici».

Coach Martino ha usato parole di stima per lei. Pronto a rispondere in campo?

«Non ho ancora parlato con il coach, ma le sue parole mi hanno fatto piacere, sono contento del suo pensiero, avrò il piacere di conoscerlo e di parlarci sul mio ruolo».

Già, il ruolo. Come si vede?

«Io sono sempre stato disponibile, l’anno scorso ho ricoperto ruolo che non mi apparteneva al 100%, sino a quel momento avevo giocato da play e ogni tanto da guardia, l’anno scorso nella rotazione degli esterni mi sono trovato a fare anche l’ala piccola».

E con lei la squadra cambiava volto in difesa.

«Alla fine ho giocato più minuti di quelli che ci si aspettasse. Credo di averli guadagnati con il lavoro in allenamento, e facendo quello che il coach chiedeva».

Aver fatto da cambio degli esterni l’aiuterà n futuro?

«L’anno scorso mi ha dato la possibilità di sviluppare una dimensione che non avevo mai sperimentato, tutto potrà tornare utile ma non è il mio ruolo naturale, io sono un play che si può adattare a giocare guardia».

In questi ruoli, dove pensa di dover crescere?

«Ho sempre cercato di sviluppare quello che i miei allenatori mi dicevano essere i miei punti deboli. Nell’estate scorsa avevo lavorato molto sul tiro e credo di essere migliorato in questo aspetto».

La prossima tappa?

«Un punto in cui posso crescere, e ci sto lavorando, è quello di essere più aggressivo in attacco, di non avere timore di fare qualcosa di sbagliato, di, avere fiducia nei miei mezzi e mi permetta di fare quelle cose che in allenamento faccio».

In partita non sempre?

«I miei allenatori e miei compagni vedono quello che so fare in allenamento, qualche volta in partita posso essere frenato. È una questione soprattutto mentale. Sono però fiducioso, mi sento maturato in questi aspetti». —

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