«Un atto di cuore e fiducia sostenere questo club»
l’intervista
«Come si dice al pala: noi ci siamo».
La decisione di Veronica Bartoli emerge ugualmente, nonostante l’emozione - evidente - nel trovarsi per la primissima volta nel ruolo di presidente del club biancorossa.
«Ci sembrava doveroso che il passaggio di testimone avvenisse nella sede dell’azienda di Stefano Landi che dobbiamo ringraziare per ciò che ha fatto in tutti questi anni e per essere rimasto con noi in questa nuova avventura», la premessa prima di arrivare a un punto chiave.
«Sono una tifosa, fino a pochi mesi fa ero seduta sugli spalti a tifare la squadra, come ho sempre fatto sin da quando ero piccola accompagnando mio padre Enzo ed era un momento di condivisione importante, e ora mi trovo qui. È un atto di cuore e di fiducia sostenere la Pallacanestro Reggiana».
Ex pallavolista (ha giocato in diverse società cittadine fino alla serie B) è però rimasta stregata dal basket sin da bambina.
«Da sportiva - spiega - credo nel valore dello sport come mezzo di educazione, per questo siamo scesi in campo a sostenere il club della nostra città. Sostenere lo sport a Reggio a un sapore tutto particolare».
«Con Veronica, ci è sembrato giusto salvare il grande patrimonio che Stefano Landi ha saputo costruire in questi anni», insiste il padre Enzo, imprenditore di primo piano nel panorama reggiano e amico da diversi anni di Stefano Landi.
«Per me - spiega - è un ritorno: anni fa dirigevo la Virtus Ospizio. Ricordo (ride, ndr) che raccoglievo le offerte alla messa delle 7.30 per poter pagare le tasse della gara della 9».
Ed è un “ritorno” più di quanto possa apparire, in realtà, quello di Enzo Bartoli. Dalle ceneri di quella Virtus nacque, ormai 46 anni fa, la Pallacanestro Reggiana. Perché il basket, qui, no che non muore mai. —
l.p.
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