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IL MONTagna 

L’epopea della squadra di Corneto trascinata dai sette fratelli Ibatici

Aldro Spadoni
L’epopea della squadra di Corneto trascinata dai sette fratelli Ibatici

La formazione era cresciuta all’ombra del campanile della chiesa di San Martino Tra il ’72 e l’82 disputò sei finali, cinque delle quali consecutive, e trionfò due volte

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Aldro Spadoni

CORNETO

La squadra per eccellenza del decennio 1970-1980 del Torneo della Montagna fu senza ombra di dubbio il Corneto, piccola frazione del comune di Toano, che come tutti i piccoli centri del nostro Appennino aveva radici fortemente legate al mondo contadino.

Tutto l’attività sportiva dei giovani della frazione gravitava sul campo parrocchiale della storica chiesa di San Martino, risalente a metà del secolo XII e corredata dalla sua magnifica torre campanaria che domina ancora oggi la valle del fiume Secchia.

Nasce proprio in quegli anni la meravigliosa avventura di quella squadra entrata nella leggenda del torneo in quanto dal 1972 al 1982 disputò sei finali, delle quale cinque consecutive, trascinata dalle gesta dei sette fratelli Ibatici.

Capitan Giuseppe ed i fratelli Dino, Nello, Paolo, Iseo, Giovanni e Luigi furono gli imbattibili cavalieri che la domenica pomeriggio abbandonavano il duro lavoro dei campi per un paio d’ore per diventare gli eroi del pallone della nostra montagna.

Una squadra praticamente imbattibile, trascinata da una passione che ben presto trasmisero all’intera comunità; al campo si ritrovavano infatti tutte le famiglie, nonne comprese, per tifare Corneto.

Giuseppe Ibatici in cabina di regia era capitano dentro e fuori dal campo. Dino era detto il “John Charles del Montagna”, per il fisico e l’impressionante forza del tiro che ricordava il gallese della Juventus.

Nello era un implacabile terminale offensivo e infallibile rigorista.

Questi tre erano l’ossatura di quella compagine gialloverde temuta ed invidiata da tutti.

La squadra grazie al boom del settore ceramico trovò anche un’importante abbinamento con la Faro di Veggia che, nata nel 1966, in poche stagioni divenne punto di riferimento a livello internazionale.

Le vittorie arrivarono nel 1974 contro il Roteglia e nel 1976 con il Castellarano; le sconfitte furono molto amare, una finale persa nel 1975 con la famigerata regola del lancio della monetina con il Rondinara e due ai calci di rigore con il Villaminozzo e Carpineti. Quest’ultima disputata sempre nel giorno di Ferragosto a Castelnovo Monti arrivò al termine di un’infinita serie di calci di rigore, con finale 11 a 10 per i Castellani (decisivi furono l’errore dagli undici metri di Gibertini e la rete di Ronzoni).

La prima vittoria, quella del 1974 arrivò sul campo “Valentino Mazzola” di Castelnovo Monti, nel primo tempo supplementare con una straordinaria doppietta di Nello Ibatici, imprendibile ala destra vecchio stampo. La seconda, invece nel giorno di Ferragosto del 1976, fu ancora un 2 a 0 ottenuto sul campo di Carpineti contro il Castellarano, grazie ad una rete per tempo dei difensori Dallari e Burani. —

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