Gattuso elimina Conte e vola in finale Mercoledì Napoli-Juve per il primo trofeo
Ospina protagonista: prima sbaglia su Eriksen, poi lancio spettacolare per l’1-1 e decisivo su Young Mertens sale a quota 122 e supera Hamsik: è il miglior marcatore nella storia del club azzurro
Roberto Condio
INVIATO A NAPOLI
Il primo gol di un calcio che avvia la sua fase 2 lo segna, dopo lo 0-0 di Juve-Milan, uno dei protagonisti più deludenti del pre-Covid. Christian Eriksen era stato il colpo del mercato di gennaio della A. Ma nell’Inter di Conte aveva giocato poco e male. Ieri, titolare a Napoli come in Italia era successo solo a Udine, ha impiegato appena 120" per sbloccarsi e firmare una rete destinata a rimanere nella storia. Poco importa che il suo destro dal corner, bucato da Elmas e Di Lorenzo e poi passato tra le gambe di Ospina, sia stato gollonzo adeguato a un calcio che non può ancora essere una cosa serissima. Ma è il segnale che conta. È un’altra piccola spinta verso la normalità da ritrovare.
All’Inter, importa molto più che lo 0-1 di Eriksen non sia stato sufficiente a portarla in finale di Coppa Italia. Perché, dopo aver visto infrangersi sul redivivo Ospina le occasioni del bis di Lukaku e Candreva, i nerazzurri, che all’andata avevano perso 1-0, al 41’ hanno reso il favore regalando a Mertens un pari che ha fatto ammattire Conte. Roba brutta, davvero: Inter tutta avanti sul suo terzo angolo e infilata dal rinvio di Ospina che trova la corsa solitaria di Insigne verso Handanovic. Il capitano resiste alla rimonta di Barella e appoggia a destra per Mertens che infila. E, dopo Maradona, sorpassa pure Hamsik: con 122 gol è il miglior cannoniere del club.
Casi della vita. Non ci fosse stato il virus, lui e Lukaku ieri alle 21 avrebbero cominciato l’Europeo a Sanpietroburgo contro la Russia. Compagni di squadra nell’ambizioso Belgio d’attacco. Eccoli rivali, invece, nel deserto del San Paolo che riapre 105 sere dopo Napoli-Toro 2-1. «Ciro» Dries e «Big» Romelu sono quelli che ci hanno provato di più, ieri, dopo il corner beffardo di Eriksen. Mertens ha segnato e passato il turno, Lukaku ha trovato pronto Ospina ma ha avuto in Martinez, promesso blaugrana, un partner smorto. Belgi protagonisti, com’era facile prevedere, di un calcio diverso da quello lasciato il 9 marzo.
Ritmi da allenamento, primo contrasto vero al 12’, costato il giallo a Young su Politano, Inter più tonica con il miglior Eriksen “italiano” e per un po' praterie a destra per Candreva. Ma anche troppi errori, anche clamorosi. Come quelli che hanno favorito i gol. O come il retropassaggio di Bastoni ad Handanovic che al 22’ hanno sfiorato in coppia una frittatona. Nulla ha fruttato il sussulto dopo il triplo cambio di Conte del 72’, con il fresco Sanchez subito pericoloso, poi Ospina decisivo due volte su Eriksen. —
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