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Gli anni novanta 

L’epoca d’oro della Reggiana la serie A e l’urlo di San Siro

M. B.
L’epoca d’oro della Reggiana la serie A e l’urlo di San Siro

Il ciclo di Marchioro, la vittoria del campionato di serie B e l’arrivo di Dal Cin L’eurogol di Esposito in casa del Milan è la foto simbolo di un periodo felice 

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REGGIO EMILIA

Gli anni 90 della storia granata sono per antonomasia il decennio d’oro, i dieci anni con più soddisfazioni, ma che al contempo si tramutano nella premessa per un declino inesorabile a cui non si è ancora riusciti a porre rimedio. Il campionato 89/90 inizia sull’onda dell’entusiasmo della promozione appena colta. La squadra rimane pressoché invariata con alcuni innesti ma il vero trascinatore resta ancora Andrea Silenzi che segnerà la bellezza di 23 reti nella stagione, portando i granata ad un ottimo settimo posto finale. Il ciclo di Pippo Marchioro è solo agli inizi. Nell’estate del 90 se ne va Pennellone (al Napoli di Maradona) e viene sostituito da Dario Morello. La squadra granata viene ricostruita con altri innesti importanti tra cui i vari Ferrante, Lantignotti, Villa e soprattutto Ravanelli. La squadra non parte bene, ma poi, anche grazie all’esplosione del proprio bomber (che firmerà 16 reti in 34 partite) risale la classifica e fa sognare la serie A a tutta la tifoseria. In primavera arrivano alcune pesanti sconfitte che fanno terminare il campionato con un altro settimo posto. La stagione 1991/92 si apre ricca di sogni e di speranze per i colori granata, ma si chiuderà nel peggiore dei modi fra mille contestazioni. Un pensiero alla serie A sono in molti a farlo e l’ambiente è sereno, con tanta voglia di fare bene. Ma all’improvviso scoppia il caso Ravanelli: la Juventus chiede l’attaccante già ad agosto, il giocatore fa le bizze e vorrebbe andarsene, ma la Reggiana non molla e decide di tenerlo. Ravanelli non sarà più lo stesso e non andrà oltre gli 8 gol segnati. I granata concludono il campionato ancora una volta settimo dopo un girone di ritorno disastroso. Ma i tempi sono oramai maturi e grazie alla grande organizzazione della società, alla serenità ritrovata dell’ambiente e alle grandi doti del mister Marchioro e del ds Corni, la stagione 1992/93 entrerà nella storia. La squadra non segna tantissimo, a causa anche della mancanza di un vero bomber, ma mette in condizioni di segnare tutti i suoi elementi e si basa su una difesa ferrea capitanata dal portierone Luca Bucci. Per la prima volta la Reggiana vince il campionato di serie B. L’appuntamento con la storia è allo stadio “Manuzzi” di Cesena, il 16 Maggio 1993. Più di 4.000 Reggiani riempiono la gradinata Ferrovia di bandiere e striscioni granata. La partita termina con il risultato di 1 a 1, gol di Sacchetti e Hubner, e grazie a questo punto la squadra granata può festeggiare la sua storica promozione con 4 giornate d’anticipo. Nella stagione 1993/94 il primo campionato della Reggiana in serie A (dopo gli anni ’20 quando ancora non esisteva il torneo a girone unico). A livello societario si assiste a un notevole cambiamento, con l’ingresso di Franco Dal Cin che acquista per conto della famiglia Fantinella maggioranza delle azioni della squadra, e presenta subito l’idea e un progetto per la costruzione di un nuovo stadio. Sul fronte sportivo ci sono innesti importanti come il portiere brasiliano Taffarel, l’asso portoghese Futre, e soprattutto del bomber Padovano che si confermerà miglior realizzatore con 10 reti.

Il finale di stagione è nella storia. La squadra granata affronta a Milano il Milan già vincitore dello scudetto e grazie ad un eurogol di Esposito al minuto ‘71 e alle parate del suo fantastico portiere Taffarel porta a casa il bottino pieno che le permette di ottenere una oramai insperata salvezza, scatenando la festa dei quasi 10.000 tifosi a San Siro e di tutta la città. —

M. B.

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