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in sala del tricolore 

La proposta delle opposizioni «Stadio aperto per i playoff»

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REGGIO EMILIA

Appena fuori dall’emergenza, tornano le schermaglie politiche in città. E il calcio non può chiamarsi fuori, anche perché anche il suo mondo ha fatto i conti con la pandemia e con le restrizioni. Tra queste, quella più eclatante, ora che il calcio sta per riprendere, riguarda sicuramente le partite senza il pubblico. Già, perché se la serie A se n’è fatta abbondantemente una ragione nel momento in cui ha incassato i diritti tivù, non così può dirsi della Lega Pro e soprattutto della Reggiana. Già, la Reggiana che, in quanto miglior seconda giocherebbe tutte le partite dei playoff - eventuale finale compresa - al Città del Tricolore. Ecco allora che anche la politica locale dice la sua, con i Civici Cristian Panarari e Cinzia Rubertelli che ieri, in Sala del Tricolore, hanno provato a stanare il sindaco Luca Vecchi e la maggioranza. In che modo, presentando un ordine del giorno urgente per impegnare sindaco e giunta ad adoperarsi perché come accade per spettacoli fino a mille persone, si possa rendere agibile uno stadio che di persone ne tiene 20mila, ovviamente nel rispetto di tutti i protocolli. «Se lo bocciano - diceva Panarari su Facebook - e la Reggiana vince i playoff li voglio vedere saltar giù dal carro dei vincitori».Invero, una prospettiva, questa che non deve essere piaciuta alla maggioranza che infatti alla fine ha di fatto consentito l’approvazione dell’ordine del giorno, astenendosi in blocco.

Certo, tutti - da Panarari fino all’ultimo commesso di Sala del Tricolore - sanno che per aprire uno stadio - perdipiù privato - non basta la volon tà del sindaco e nemmeno quella dell’intero consiglio comunale. Perché venga aperto uno stadio chiuso a causa di una pandemia, ci vuole ben altro. Tipo una conferenza stampa di Conte e Casalino. —

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