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basket - gli scenari post-covid 

Una A a 16 squadre? Per ora le squadre restano 17

Adriano Arati

Alla vigilia della scadenza delle iscrizioni, il futuro di molte società resta circondato da grande incertezza

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Adriano Arati / REGGIO EMILIA

È ancora tutto da definire l’assetto della prossima serie A. In queste ore scade il termine entro cui le società di pallacanestro possono richiedere una variazione di serie rispetto a quella assegnata dal merito sportivo.

Per chi oggi è in serie A, l’unica opzione possibile sarebbe quella di una auto-retrocessione. Ed è questa la strada scelta da Pistoia: la società toscana ha annunciato ieri pomeriggio di aver rinunciato al diritto di partecipare al prossimo campionato di serie A e ha chiesto di poter essere iscritta alla serie A2, sfruttando la possibilità offerta dalla Federazione. Dopo stagioni di cinghie strette, con squadre costruite al massimo risparmio, Pistoia compie una scelta certo non facile. Nelle scorse settimane i dirigenti avevano parlato della necessità di reperire parecchie nuove risorse per poter continuare in serie A, tutti gli sforzi in questo senso non hanno dato i risultati sperati e quindi è arrivata la decisione di scendere di un gradino. In A2 le spese sono notevolmente inferiori, sia a livello gestionale che per gli ingaggi degli atleti, e si apre quindi la possibilità di disputare un buon campionato con costi decisamente inferiori. Diverso invece lo scenario per Pesaro, Cremona e Roma. La Vuelle Pesaro sicuramente rimarrà in serie A, come annunciato sabato formalmente.

I marchigiani hanno raggiunto un accordo di massima con Maurizio Buscaglia, ancora sotto contratto con Pallacanestro Reggiana, a strettissimo giro l’allenatore dovrà decidere se accettare o meno la proposta. Il gruppo Beretta, che con il marchio Prosciutto Carpegna ha sponsorizzato Pesaro nel 2019-20, in caso di retrocessione avrebbe potuto diventare un interlocutore per Pallacanestro Reggiana. Con la serie A, quasi certamente rimarrà affiancato ai pesaresi. Discorso ancora differente per Cremona e Roma, intenzionate a presentare l’istanza di conferma della serie A per guadagnare alcune settimane da sfruttare per trovare nuovi soci o ancora meglio nuovi proprietari pronti a rilevare le società.

Da qui al 31 luglio vi saranno diverse scadenze formali da rispettare, l’ultima è appunto alla fine di luglio, quando l’iscrizione al prossimo campionato deve essere formalizzata, accompagnata dalla fidejussione da 250mila euro di garanzia. Se entro quella data le società in bilico non riuscissero a reperire l’aiuto necessario, potrebbero comunque chiedere alla Federazione nazionale un riposizionamento, senza però garanzia sulla nuova categoria.

La sicurezza della retrocessione di uno scalino, sino all’A2, era valida solo sino a metà giugno.

In caso di domanda al 31 luglio, si dovrebbe ripartire dalla B o dalla C Gold, a meno di deroghe ad hoc concesse dalla Federazione stessa. Ma a quel punto sarebbe quasi impossibile ottenere la A2, anche per non guastare l’impianto organizzativo. Per il momento, le società intenzionate a prendere parte alla massima serie sono quindi 17, contando la ripescata Torino. Probabile una chiamata alla seconda avente diritto dell’A2, Ravenna, ma da più parti si guarda con attenzione anche all’idea di ridurre il numero a 16. —

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