È la notte del primo trofeo della stagione Sarri e Gattuso si giocano la Coppa Italia
I due tecnici non hanno mai vinto in Italia. Juve con Cuadrado al fianco di Dybala e Ronaldo, tridente leggero per il Napoli
Non sarà la madre di tutte le finali, anche perché in Coppa Italia c’è un solo precedente come ultimo atto, ma sicuramente questo Napoli-Juve è il papà di tutte le sfide. Immaginabili o inimmaginabili con i suoi mille intrecci tra storia, orgoglio, mercato e passioni, anche se il (virtuale) prezzo del biglietto di uno stadio Olimpico chiuso al pubblico vale per il duello nel duello tra Sarri e Gattuso.
Uomini così simili - non a caso si stimano da anni - e così agli antipodi nella notte che regalerà il primo trofeo italiano ad uno dei due allenatori: non sarà il bivio di una carriera, a maggior ragione in una stagione dove ci si giocherà campionato e Champions in piena estate, ma chi vince il primo titolo post-virus si prenderà un’enorme soddisfazione oltre che una sana rivincita.
Gattuso è entrato nel cuore del Napoli e cerca un pezzo di storia dopo aver già perso due finali contro la Juve di Allegri (Coppa Italia e Supercoppa) quando allenava il Milan, ma soprattutto vorrebbe un successo da dedicare alla sorella Francesca, prematuramente scomparsa. Il napoletano Sarri, invece, deve battere la sua creatura anche per dare un dispiacere all’ex presidente De Laurentiis, che continua a punzecchiarlo a distanza, e magari conquistare quei tifosi bianconeri che ancora storcono il naso di fronte a curriculum e modi. Pure ieri si è fatto notare per un’uscita colorita («Mi girano i cog... quando dicono che in Italia non ho vinto niente: ho fatto 8 promozioni da una categoria all’altra») che fa un po’ sorridere per la matematica (gli almanacchi danno 6 promozioni) e sfiora l’azzardo per il confronto: conquistare la Serie D con la Sansovino può valere uno scudetto?
Sarri ha dribblato ogni riferimento al Napoli e al proprio passato, ma evidentemente il tarlo del sentirsi legittimato a guidare la Juve un anno dopo il suo arrivo continua a roderlo. «Il percorso finora è stato buono - sottolinea - e i risultati per un allenatore al primo anno di Juve sono i migliori degli ultimi 50 anni. La vittoria non è mai la normalità, è sempre un evento eccezionale».
Il romanzo di Napoli-Juve è ricco di gol, polemiche e addii. La Supercoppa del 1990 fu l’ultimo trofeo vinto da Maradona, mentre nel 2012 la Coppa Italia degli azzurri coincise con l’ultima in bianconero di Del Piero. Non manca la premiazione boicottata a Pechino dai napoletani per protesta contro l’arbitro e una finale persa ai rigori dalla Juve con doppietta di Higuain (il grande ex assente stasera per infortunio). Nel nuovo capitolo, teletrasmesso in 200 Paesi e con premiazione fai-da-te (consegna e strette di mano abolite), può entrare il Grande Slam di Ronaldo (il primo a poter vincere tutte le coppe in Inghilterra, Spagna e Italia) o la fine del digiuno azzurro dopo sei anni.
Sarri pensa ad un 4-3-3 tendente 4-4-2 con Cuadrado sulla fascia destra e Pjanic in panchina, mentre Gattuso conferma la squadra che ha eliminato l’Inter con Milik fuori dai giochi anche per il mercato (piace molto alla Juve). «Ce la giochiamo con le nostri armi e di Maurizio mi piace tutto: ho fatto tanti copia e incolla in questi anni», ammette Ringhio. Chissà se gli riuscirà quello per l’esame di maturità. —
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