Il partito “Stadi aperti” fa sognare la Reggiana
Se da qui al 13 luglio arrivasse un via libera anche soltanto parziale i granata di Alvini avrebbero il vantaggio di tre partite in casa e il tifo a favore
Andrea Munari / REGGIO EMILIA
In questi giorni in cui in Italia il calcio sta iniziando a ripartire dopo lo stop in seguito all’emergenza Coronavirus, uno dei temi che stanno trattando negli uffici della Federazione è la questione stadi che al momento continuano a rimanere chiusi al pubblico.
Nella massima serie i club non si sono particolarmente preoccupati del problema e, avendo la certezza dei diritti tv sono immediatamente scesi in campo anche a porte chiuse.
Il discorso è certamente più difficile da digerire per le realtà della Lega Pro, dove nella maggior parte dei casi anche gli incassi del botteghino possono fare una differenza importante nel bilancio di fine stagione. E la Reggiana non è diversa dalle altre società di Lega Pro in questo particolare dettaglio.
I granata infatti con la sospensione del campionato a causa dell’emergenza Coronavirus non hanno disputato al Città del Tricolore le sfide con Modena e Cesena, due derby molto sentiti in città e il big match contro la capolista Vicenza.
Una sfida questa che avrebbe potuto dire molto in ottica primo posto e, nel complesso queste tre sfide avrebbero portato sugli spalti dell’impianto reggiano tanti tifosi sia quelli di casa sia gli ospiti che, sommati alle altre partite che non si sono giocate a Reggio contro Fermana e Virtus Verona, avrebbero rappresentato una voce importante al momento della chiusura del bilancio di fine stagione quando ci si ritroverà a dover ripianare il passivo che, tra l’emergenza Coronavirus e l’allestimento di una rosa per provare a primeggiare nel girone, sarà con molte probabilità una cifra importante.
Negli ultimi giorni però le speranze di giocare le ultime partite della stagione con un po’ di pubblico sugli spalti del Città del Tricolore sono in leggera risalita. E questo, al netto del piccolo caso politico che si è verificato in Sala Tricolore con le liste di opposizione che hanno visto approvare - con l’astensione dei consiglieri di maggioranza - un ordine del giorno che impegna sindaco e giunta a fare il possibile per riaprire lo stadio. Tutto fumo: la partita si gioca altrove.
La federazione sta infatti studiando un modo per riportare le persone, o almeno una parte di esse sugli spalti nelle ultime gare della stagione. Nel caso specifico della Reggiana potrebbe voler dire giocare da una a tre partite dei playoff (compresa la possibile finale) con i tifosi sugli spalti. Un dettaglio questo non da poco per una formazione che per tutta la stagione è stata abituata a giocare davanti a tanti tifosi e che improvvisamente potrebbe ritrovarsi a scendere in campo in uno stadio vuoto che potrebbe rappresentare un altro fattore destabilizzante.
I playoff che dovrà disputare la Reggiana sono organizzati direttamente dalla Lega e quindi alla società granata spetterebbe solamente una parte dell’incasso di ogni partita, visto che andrebbe diviso sia con la Lega Pro sia con la formazione ospite, ma sarebbe sicuramente un qualcosa in più rispetto allo “zero” della casella “incassi al botteghino” di questi ultimi mesi. Non è però garantito che tutti i tifosi possano accedere allo stadio, visto che una priorità verrà data certamente agli sponsor e lo stesso ministro Spadafora ha ipotizzato l’idea di tenere chiuse le curve. Nel caso dei granata questo dettaglio potrebbe essere superato dal fatto che nei playoff non valgono più gli abbonamenti fatti per il campionato e tutti i tifosi sarebbero costretti ad acquistare il biglietto, potendo tranquillamente acquistare quelli dei settori Tribuna o Distinti, per continuare a sostenere Spanò e compagni. —
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