La lezione di Zanardi «È su queste piste che si coltivano i sogni sportivi»
Dall’impianto intitolato a Giannetto Cimurri il via alla tappa reggiana della staffetta “Obiettivo Tricolore”
Nicolò Valli / REGGIO EMILIA
Un campione di sport e di vita, accolto come ospite nel circuito intitolato ad un altro grande uomo di sport: Giannetto Cimurri. Gentile e disponibile proprio come abbiamo imparato a conoscerlo in questi anni, Alex Zanardi non ha voluto mancare all’invito dell’amico Giorgio Cimurri per la partenza della tappa Reggio Emilia- Varano di Melegari di Obiettivo Tricolore, il giro d’Italia per persone con disabilità motorie che terminerà il prossimo 28 giugno a Santa Maria di Leuca.
Arrivato intorno alle 13, Zanardi si è intrattenuto per un primo saluto al figlio dell’indimenticato massaggiatore per poi mettere a posto gli ultimi dettagli alla bicicletta di Ana Maria Vitelaru, che insieme ad Andrea Meschiari ha dato il via alla manifestazione (la terza degli atleti, Veronica Frosi, si è invece unita lungo il percorso).
«È già un po' di tempo che Giorgio (Cimurri, ndr) mi chiede qua- ha pronunciato Zanardi- in un impianto così importante per lui e per la sua famiglia. In questo luogo nascono infatti delle speranze, umane e sportive. È speciale per me essere a Reggio Emilia e rendere omaggio a Giannetto, che non ho mai conosciuto ma è come se lo avessi fatto dai racconti che ho ascoltato. Il nostro progetto, già di per sé nobile, acquista ancor più rilevanza in un momento di difficoltà per il nostro paese».
Da quanto trapela ci sarebbe la volontà da parte del Comune di consegnargli il Primo Tricolore, ma l’ex pilota di Formula 1 segue come al suo solito la strada dell’umiltà: «Mi fa sempre piacere quando le persone mi fermano per dirmi quanto è importante aver avuto il mio esempio, ma io ho solo avuto la fortuna di fare tante cose nella vita e che per di più mi appassionavano: questo ha contribuito a dare maggior visibilità».
A salutare Zanardi c’erano anche il sindaco Luca Vecchi, l’assessore allo sport Raffaella Curioni ed il presidente della Fondazione per lo Sport Mauro Rozzi.
Lo stesso primo cittadino ha ricevuto l’incarico di sventolare la bandiera a scacchi, per dare il via ufficiale. Seguiti da un gruppo di ciclisti come supporto i due handbikers intorno alle 14 hanno completato un simbolico giro della pista, prima di lasciare la zona del Campovolo accompagnati da lunghi applausi sia per la difficile tappa (circa 70 km la durata del percorso), ma soprattutto per la tenacia e la volontà nel non arrendersi mai di fronte alle ostilità della vita. E su questo aspetto anche lo stesso Zanardi ha voluto rimarcare il concetto: «Iniziative come queste danno un senso di speranza, perché dalle difficoltà possono nascere opportunità. Obiettivo Tre non è solo Alex Zanardi, ma ci sono altre cinquanta storie differenti attraverso le quali ognuno di noi può trovare ispirazione. Vincere fa sempre piacere, ma alla fine a prescindere dalla posizione quello che conta è il frutto del tuo lavoro e del tuo impegno: solo in questo modo un domani quello che rimarrà ti restituirà soddisfazione. Come diceva mio papà- ha concluso il campionissimo- è importante fare ogni giorno un passo in avanti, per trasformare i sogni in obiettivi». —
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