A ore si decide se dare il via ai lavori al Bigi
Il Comune aspetta la scelta della Pallacanestro Reggiana Per Grissin Bon e Conad si prospetta un anno fuori provincia
reggio emilia
La palla è in mano alla Pallacanestro Reggiana.
Progetto pronto e stanziata a bilancio 2020 la cifra di un milione e 700mila euro per realizzarlo, l’amministrazione comunale aspetta solo il via libera da parte del club della presidente Bartoli per dare il via all’iter che porterà all’apertura di un nuovo cantiere in via Guasco.
A far propendere per la scelta di mettere subito in moto la macchina sono le norme anti Covid-19 che dovrebbero essere adottate il prossimo campionato. Con il probabile obbligo di distanziamento sociale fra tifosi, la capienza del Bigi si ridurrebbe infatti drasticamente.
Nella stanza dei bottoni della sede di via Martiri della Bettola si sarebbe quindi soppesando l’opportunità di migrare per una stagione in un impianto più ampio che permetterebbe l’ingresso a un numero maggiori di tifosi, per tornare il prossimo anno nella bombonera di via Guasco, rimessa a nuovo.
Il secondo stralcio dei lavori porterà a un profondo rinnovamento della struttura interna del Bigi.
In queste ore, la nuova proprietà biancorossa farà il punto della situazione con il management del club e quindi la prossima settimana comunicherà la propria decisione al sindaco Luca Vecchi in un incontro in calendario già da giorni.
Il nuovo stralcio di lavori richiederà dai dieci a dodici mesi per venire espletato.
Si andrà a intervenire sul fondo dell’impianto che sarà completamente rifatto.
Già l’estate scorsa - in seguito alle criticità del fondo emerse durante la stagione 2018/19 riportate da un servizio della Gazzetta ancora disponibile sul nostro sito web - si era proceduto con un intervento tampone per consentire l’attività agonistica in tutta sicurezza nella stagione successiva.
Il nuovo intervento sarà però risolutivo, con la messa in posa nell’impianto di un fondo in parquet di ultima generazione, perfetto per gli sport indoor. I lavori si concentreranno anche sul tetto del pala con la totale rimozione dell’attuale, obsoleta, controsoffittatura che sarà sostituita con una maggiormente performante, sia per quanto riguarda l’acustica sia per ciò che concerne la tenuta termica.
Sarà inoltre rifatto l’impianto di illuminazione che sarà dotato di luci Led e si andranno quindi a ristrutturare completamente gli spogliatoi e i bagni riservati al pubblico.
Non solo.
L’amministrazione comunale sarebbe anche disposta a ragionare su un ulteriore ampliamento della capienza, ricavando nella struttura attuale altri posti, fino a raggiungere quota cinquemila partendo dagli attuali 4.530.
Per consentire lo svolgimento dei lavori, diventa però necessario sospendere l’attività sportiva per un’intera stagione.
In caso di cantiere, quindi, la Pallacanestro Reggiana sarebbe decisa a tornare a Bologna con la preferenza per l’Unipol Arena, uno degli impianti sportivi coperti polivalenti più grandi d’Italia.
La Fortitudo ha già deciso di giocare nel mega impianto di Casalecchio, mentre la Virtus potrebbe optare per un ritorno in Fiera dove i posti a disposizione sarebbero circa novemila.
Se le Vu nere scegliessero invece Casalecchio, la Pallacanestro Reggiana dovrebbe “ripiegare” sul pala Dozza, più piccolo (5.570 posti) ma ricco di suggestioni per i fans biancorossi. Sotto la volta del tempio di piazzale Azzarita, il 27 aprile 2014, la Grissin Bon di Max Menetti sollevò infatti il primo torneo internazionale della propria storia: l’Eurochallenge.
Il team biancorosso non sarebbe l’unico a dover migrare per un’annata agonistica.
La Conad, club di volley di serie A2, dovrebbe cercare un impianto adatto fuori dai confini provinciali, visto che sul territorio reggiano non esistono palasport omologati per la categoria.
Diverso il discorso per la prima squadra reggiana di calcio a 5, l’Olimpia Regium.
L’OR, che non ha la certezza di venir ripescata in serie A2, avrebbe a disposizione diverse opzioni a partire dal palasport di Rivalta che già ha visto la squadra reggiana evoluire nel corso degli anni.
Omologati per la serie B anche il palasport di Bagnolo, il pala Bursi di Rubiera e il pala Keope di Casalgrande.
Va sottolineato che l’attività sportiva scolastica che si svolge quotidianamente nella palestra nel piano interrato del Bigi non sarebbe in alcun modo pregiudicata, visto che il secondo stralcio dei lavori non andrebbe a coinvolgere quell’area dell’impianto. —
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