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BASKET SERIE A

Bini: "Grissin Bon al lavoro ma è una ripresa soft"

Nicolò Valli
Il 26enne reggiano Stefano Bini, fisioterapista della Pallacanestro Reggiana
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Il 26enne reggiano Stefano Bini, fisioterapista della Pallacanestro Reggiana

Il fisioterapista 26enne è stato confermato dalla Pallacanestro Reggiana per la quarta stagione consecutiva

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REGGIO EMILIA. Il club biancorosso ha comunicato la conferma per la prossima stagione del fisioterapista Stefano Bini, ventiseienne di Cadelbosco Sopra che si appresta così ad iniziare la sua quarta stagione in biancorosso. Laureato all’Unimore e già in possesso di una certa esperienza, il giovane specialista sarà chiamato a curare i muscoli di Candi e compagni per renderli il più possibile performanti.
Tanti cambiamenti in atto ma il suo ruolo non è stato toccato. Soddisfatto?
«Sono molto contento, perché svolgo il lavoro che mi piace e per di più per la squadra della mia città. Sono ormai da quattro anni in Pallacanestro Reggiana, e so quindi com’è l’ambiente e il modo di lavorare. Se sono stato confermato all’interno dello staff nonostante il cambio della guida tecnica significa che la società ha apprezzato il mio metodo, e questo mi gratifica».
I dirigenti le hanno chiesto qualcosa di diverso rispetto agli ultimi anni?
«È chiaro che il ruolo del fisioterapista è abbastanza definito, però in tutti questi anni mi è sempre stato chiesto qualcosa in più, e questo testimonia ancora una volta la fiducia che viene riposta in me».
Con i primi allenamenti ha avuto modo di conoscere il nuovo coach Martino. Che impressioni ha avuto?
«Abbiamo ripreso da pochi giorni con sedute soft, con l’obiettivo principale di tornare ad avere confidenza con la palestra e la palla. È quindi impossibile fornire un primo giudizio tecnico, ma la prima impressione sul coach come persona è ottima».
Dopo mesi di inattività, il suo compito è fondamentale per prevenire infortuni. Come state procedendo?
«Stiamo seguendo rigorosamente i protocolli della Fip. I ragazzi sono molto attenti e si sono presentati in forma ma dobbiamo essere attenti a dosare i carichi, senza esagerare; soprattutto in questo periodo la fase di attivazione muscolare è fondamentale, ma per il momento tutto sta andando per il verso giusto».
In passato ha esperienze professionali in Spagna e Portogallo. Quanto le sono servite per crescere?
«Si rifanno ai periodi dell’Erasmus ed a tirocini post-laurea. In Spagna facevo parte di un team di pallavolo ed è stato importante assistere un professionista per prendere dimestichezza col mestiere, soprattutto da un punto di vista strettamente pratico. In Portogallo invece ho frequentato una clinica sportiva dove mi sono confrontato con materiali e metodologie all’avanguardia. Due esperienze che mi hanno insegnato molto».
Oltre ai dirigenti, anche i nuovi soci hanno una forte impronta reggiana: una spinta ulteriore a fare bene?
«Questi imprenditori sono legati l’un l’altro dall’essere tutti di Reggio Emilia e provincia, e questo è un ulteriore segno di attaccamento. In questo momento storico particolare trovare persone disposte a investire in un progetto sportivo non è certo scontato. Da parte nostra faremo il possibile per regalare soddisfazioni: daremo il massimo, poi sarà il campo a parlare».

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