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l’ex granata é il vice di foschi 

Marcello Montanari l’altra Reggio che si gioca tutto in venti giorni

Massimo Sesena
Marcello Montanari l’altra Reggio che si gioca tutto in venti giorni

Il suo Ravenna è atteso sabato ai playout contro il Fano «Assurdo chiudere il campionato in questo modo»

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Massimo Sesena / REGGIO EMILIA

«Più che il finale di un campionato di calcio, sembra di assistere a una gara di formula uno. Di quelle dove per vincere devi azzeccare la tattica giusta dei rifornimenti, delle soste, dei cambi gomme».

Così Marcello Montanari, una prima vita alla Reggiana fin da piccolo, nelle giovanili, poi in prima squadra e poi dopo spiccato il volo, ancora alla Reggiana ma da allenatore. In questa seconda vita, Marcello fa sempre l’allenatore di calcio, sia pure in coppia con un altro volto noto del calcio granata, quel Luciano Foschi che la Reggiana l’ha allenata nel 2005. È l’altra Reggio che in questo anomalo ritorno di fiamma per il calcio di serie C non può permettersi distrazioni.

Perché il Ravenna del duo Foschi-Montanari deve giocarsi ai playout il diritto a rimanere in serie C. E non tra venti giorni come, ad esempio, sarà per i granata chiamati a giocarsi la B ai playoff dal 13 luglio. Per il Ravenna si fa sul serio già da sabato, in trasferta a Fano, prima della doppia sfida (ritorno il 30 a Ravenna) in cui il Ravenna può contare sul teorico vantaggio di passare anche con due pareggi.

«Eh sì - dice Marcello poco prima cominciare l’allenamento quotidiano con il suo Ravenna - come tutte le altre squadre ci giochiamo tutto in due partite. E personalmente penso che questo sia un modo assurdo di gestire questo finale di campionato».

Secondo lei come avrebbero dovuto fare?

«Si decide che ci si ferma perché la situazione è grave? Benissimo. Allora, visto che hanno rinviato addirittura le Olimpiadi, si ferma anche il calcio. Altrimenti se si riparte, allora sarebbe più giusto disputare tutte le partite. Penso anche al Rimini, retrocesso d’ufficio con ancora 10 partite da giocare. Credete che queste decisioni non avranno conseguenze? Io credo che saranno carte bollate su carte bollate. Perché in questo modo qualcuno che legittimamente rimane scontento ci sarà sempre. Senza contare poi la ciliegina degli spareggi facoltativi. Assurdo».

Resta che voi vi state preparando per tornare in campo. Su cosa si punta?

«Difficile dirlo. Le incognite sono tante, questo non è stato un campionato normale. Senza contare che per alcune settimane non si è saputo nemmeno se si tornava in campo e non ci si poteva allenare. E a proposito di allenamenti, anche quelli che stiamo facendo adesso, con tamponi ogni quattro giorni e altre analisi periodiche, tutto sembrano tranne che sedute di training finalizzate a una partita di calcio».

Qualcuno dice che sarà decisiva la testa, l’aspetto psicologico. Lei è d’accordo?

«No. Soprattutto in una partita secca, o anche in 180 minuti com’è nel nostro caso. Penso, per capirci, che nessuna squadra di quelle che parteciperanno a questi spareggi non affronterà queste partite con la dovuta concentrazione. No, conteranno altre cose...».

Ad esempio?

«L’aspetto della preparazione fisica. Quello conterà molto. Chi ne avrà di più vincerà».

E la Reggiana?

«Non voglio passare per l’uccello del malaugurio ma io i granata li vedo bene. Sono organizzati, pressano alto, e hanno l’organizzazione che ti serve quando magari sei in difficoltà sul piano fisico». —

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