Quando il Rondinara vinse grazie a una monetina lanciata in aria due volte
Amarcord Torneo della Montagna: le storie e i protagonisti di una competizione che ha fatto epoca sul nostro Appennino
IL RACCONTO
ALDO SPADONI
Nessuno degli appassionati del Torneo della Montagna può dimenticare la vittoria del Rondinara nella finalissima del 7 settembre 1975 sul campo di Castelnovo Monti, quando la squadra guidata da mister Luciano Manelli riuscì nell'impresa di aggiudicarsi il titolo alle spese della corazzata Corneto. Una partita infinita decisa solamente con un doppio lancio della monetina visto il perdurare della parità dopo regolamentari, supplementari e calci di rigore. Doppio lancio sì, perché incredibilmente le 100 vecchie lire dell'arbitro Renzo Corradini da Pieve Modolena, una prima volta si conficcarono verticalmente nel fango, quindi né testa, né croce, al secondo lancio la monetina invece strizzò l'occhiolino al Rondinara. Un Rondinara nato calcisticamente, come ben descritto nel libro scritto da Michele Campani sulla storia della società neroverde, dall'entusiasmo e dalla volontà dei giovani, con l’obiettivo di costruire un campo sportivo per poter giocare al pallone.
Unitamente ai ragazzi di Viano, il tutto crebbe grazie anche al determinante aiuto dei fratelli Campani, che avevano messo a disposizione della società l’unico appezzamento di terreno pianeggiante esistente in zona. Per merito poi della grande opera di volontariato dei dirigenti del Rondinara, furono realizzati pian piano gli attuali impianti sportivi. A quei tempi Rondinara era un borgo prettamente agricolo, il campo sportivo era sulla sponda destra del rio Fagiano senza il ponte che lo attraversasse e per raggiungerlo c’era solo una strada sconnessa e polverosa, mentre la recinzione che separava giocatori e pubblico era costituita da due fili di ferro ancorati a dei pali di legno.
L'anno del trionfo fu costruito dal presidente Cesare Campani che trovò il giusto abbinamento sotto l'insegna del Lambrusco Reggiano, che portò in dote al Rondinara un bel gruzzolo di lire. Bello anche ricordare la dedica della vittoria al giovanissimo Michele Campani, ora apprezzato giornalista direttore di "Tutto Montagna" che era ricoverato in una clinica cecoslovacca dopo un terribile incidente stradale. In quell'anno furono solo 11 le partecipanti ad un torneo impoverito dal concomitante Torneo dell'Amicizia.
La finale sembrava un'impresa impossibile da realizzare, in quanto il Corneto era la squadra campione in carica che si era sbarazzata del Borzano. Si giocò in una giornata tipicamente invernale, ma freddo pungente, pioggia, nebbia e vento non fermano il Rondinara.
Il Corneto passò in vantaggio con Mariani nel primo tempo, ma il Rondinara uscì alla distanza e dopo il pareggio di Sassi colpì anche due pali della porta difesa da Castagnetti. Supplementari e rigori non cambiano la sfida e la monetina fatata premiò il team guidato dal metronomo Fontana e dal portiere Rossini. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
