«Dagli Usa all’Arcetana per vivere una stagione divertente e gratificante»
Il centrocampista ex Folgore Manuele Cavazzoli ritorna in Eccellenza dopo tre anni nei Golden Griffins, il team del Canisius College
il personaggio
nicolò Rinaldi
L’Arcetana che affronterà il prossimo campionato di Eccellenza potrà contare su un nutritissimo gruppo di giocatori ex Folgore Rubiera: tra questi Manuele Cavazzoli.
«Torno in Italia dopo tre anni negli Stati Uniti - sottolinea il centrocampista di Villa Bagno nato nel ’96 - durante il periodo oltreoceano, ho conseguito la laurea in economia manageriale e il master in business administration: inoltre sono riuscito a continuare l’attività calcistica, facendo esperienza nel campionato di college americano».
Prima della sua partenza, nel 2016/17 è stato tra i protagonisti di quella Folgore che sfiorò la D. Cosa ricorda di quell'annata?
«Il Sasso Marconi ci sconfisse nella semifinale di ritorno in terra bolognese, dopo alcune discutibili decisioni arbitrali a nostro sfavore. Delusione innegabile, perché avremmo meritato il salto di qualità: tuttavia la stagione fu comunque fenomenale, sotto la guida di mister Vacondio».
Dove ha giocato negli Stati Uniti?
«Nei Golden Griffins. Ho frequentato il Canisius College di Buffalo, nello stato di New York. Essendo squadre universitarie, la composizione di ogni organico è parecchio variegata. Alcuni ragazzi, i migliori, sarebbero all’altezza di affrontare la serie C italiana: viceversa, altri potrebbero disputare al massimo la Promozione o addirittura la Prima».
Quali sono i principali traguardi raggiunti dai Golden Griffins durante la sua permanenza?
«Ottimo il 2017, quando siamo arrivati fino alla semifinale nazionale: più problematici gli altri due anni, sia per gli infortuni sia per l’uscita di molti ragazzi di valore».
A livello personale, come è andata?
«Buoni riscontri: peraltro ho messo a segno un paio di gol pesanti, e nel 2019 mi sono stati persino assegnati i galloni di capitano».
Da Buffalo alle rive del Tresinaro: adesso, da cosa è nata la sua scelta di approdare ad Arceto?
«Intravedo lo stesso spirito di gruppo che caratterizzava la purtroppo disciolta Folgore: non a caso ritroverò Castrianni, Greco, Tognetti, Burani e Luca Ferrari, che sono stati miei compagni di squadra proprio là. In più conosco la struttura del club. Per me si tratta di un ritorno: avevo infatti vestito la maglia biancoverde ai tempi delle giovanili, quando avevo 12 anni».
Secondo molti, sta nascendo un team forte. Che ne pensa?
«Non giocando in Eccellenza dal 2017, preferisco evitare di sbilanciarmi con i pronostici. Comunque sia, il ds Chiarabini sta svolgendo un ottimo lavoro in chiave mercato: poi mister Vinceti è un valore aggiunto, considerando pure lo storico legame che lo accomuna a questo club. Quindi, credo proprio che ci sia terreno fertile per vivere una stagione divertente e gratificante».
Sempre in tema di ex Folgore, da ieri è inoltre ufficiale l’arrivo di Daniel Minniti: il promettente difensore classe 2002 era arrivato a Rubiera l’estate scorsa, e ora lo Sporting Chiozza l’ha girato in prestito proprio all’Arcetana. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
