Gazzetta di Reggio

Sport

PLAY OFF SERIE C

L’appello di Alvini alla città: «Mettete bandiere granata sui balconi delle case»

Nicolò Valli
L’appello di Alvini alla città: «Mettete bandiere granata sui balconi delle case»

E sulle partite a porte chiuse l’allenatore della Reggiana si appella al governo: «Lo stadio gremito è uno dei luoghi più belli del mondo: ridateci questa gioia»

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Tutti vogliono vincere, ma la differenza la fa chi si prepara veramente per vincere».

Alla vigilia della volata finale, l’allenatore della Reggiana rompe il silenzio che durava da quando i granata si erano ritrovati per preparare questi playoff. E lo fa citando Bill Pearson, uno dei più grandi allenatori di football americano. Il timoniere granata è ora pronto a riprendere per mano una squadra e con essa una città, per provare a condurla laddove manca da oltre vent’anni.

LA RIPRESA

«È bello rivedersi- ha esordito Alvini- sono stati mesi lunghi e difficili per tutti. I mesi della quarantena mi sono serviti per trascorrere tanto tempo con la mia famiglia e per perfezionare gli aspetti in cui sono più carente. Il confronto con i dirigenti e con i giocatori non è però mai venuto meno: quando sono tornato ho voluto incontrare tutti ed insieme al mio staff abbiamo definito un piano di lavoro per arrivare nelle migliori condizioni all’appuntamento coi playoff». Durante l’emergenza sanitaria Alvini ha perso un parente stretto, ma non ha mai smarrito quell’entusiasmo per la professione che svolge oltre a quella determinazione che rappresentano i suoi punti di forza. Il mister lancia però una frecciatina agli organi della Federazione, per non aver voluto riprendere interamente il campionato: «Siamo stati di fronte ad un’emergenza drammatica- ha continuato- che mi ha impedito tra le altre cose di poter dare l’ultimo saluto a mio zio. Sono sempre stato molto rispettoso di quello che stava succedendo, ma nel momento in cui c’è stata un’attenuazione si doveva provare a ripartire, come hanno fatto serie A e B, e magari pensare poi ad una formula playoff più breve. Ho fatto i miei complimenti al Vicenza perché ha meritato la promozione e probabilmente avrebbe mantenuto la vetta anche alla fine delle giornate restanti, ma il torneo era ancora da terminare ed i verdetti da decretare».

IL PIANO

Ora che i dadi sono stati tirati è non resta che giocarsi le proprie fiches sugli spareggi promozione. La lotta per l’unico posto che porta in cadetteria è più serrata che mai, ma Varone e compagni hanno dalla loro il fattore campo e sanno che dai loro piedi passa un’occasione unica per entrare di diritto nella storia di un club ultracentenario.

«Con il preparatore atletico Stefano Valentini abbiamo studiato un programma per arrivare pronti allo step del 13 luglio. Chiaramente c’è il giocatore che si è presentato meglio e quello in condizione più precarie, ma sono nel complesso soddisfatto. Per noi è importante la quotidianità, perché sappiamo che possiamo raggiungere l’obiettivo solo con il lavoro. Mi dispiace che le sedute siano chiuse al pubblico, ma purtroppo le norme non ce lo consentono e la scelta non dipende da noi. Faccio un appello ai ministri Speranza e Spadafora: se non c’è un peggioramento improvviso e la situazione rimane stabile, concedete la possibilità di entrare a chi ama il calcio. Lo stadio pieno è uno dei luoghi più belli al mondo».

VANTAGGI E RISCHI

«Sappiamo che siamo la miglior seconda: saranno gare anomale perché nessuno ha mai giocato in una situazione simile, a porte chiuse e per di più senza ritmo. Il livello delle squadre è alto, e noi dobbiamo essere bravi ad allenare tutti gli aspetti, dalla tecnica alla tattica passando per la testa e le gambe. Giocare in casa ci permette di non viaggiare, ma saranno finali contrassegnate dall’equilibrio». Un equilibrio che cerca di avere lo stesso Alvini quando confessa che ultimamente dorme poco «perché penso alle possibili avversari». A chi gli chiede chi dobbiamo temere di più, Alvini risponde anche stavolta dribblando banalità e luoghi comuni. «Il Sudtirol è una squadra che ammiro molto, come il Carpi del resto. Tutti vogliono vincere: ci proveremo anche noi mettendo sul campo compattezza, volontà ed entusiasmo, per provare a regalare un sogno ad una comunità». E non a caso parla di comunità il tecnico di Fucecchio: «Ogni sera - racconta Alvini - quando torno a casa dopo gli allenamenti passo obbligatoriamente per una via, e mi trovo sempre davanti una bandiera della Reggiana che sventola. Mi piacerebbe molto se, man a mano che ci avviciniamo al grande giorno di questi playoff, vedessi sempre più bandiere granata sui balconi». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google