Poker servito contro il Lecce La Juventus alza la posta
Di Dybala e Ronaldo i primi due gol. Higuain entra e segna. De Ligt mette il sigillo Pugliesi in dieci un’ora. E oggi la Lazio prova a non mollare sfidando la Fiorentina
TORINO
Non è una Juventus entusiasmante, rimane abbagliata in avvio dall’organizzazione del Lecce e tarda ad approfittare della superiorità numerica ricavata alla mezz’ora dall’espulsione di Lucioni, però vince ed è quello che conta perché lo scudetto è sempre più vicino: aspettando stasera Lazio-Fiorentina, il vantaggio sui biancocelesti sale a sette punti. Ancora decisivi Dybala e Ronaldo, rispetto a Bologna cambia solo la cronologia delle reti: stavolta apre Dybala da fuori e sigilla CR7 dal dischetto. La goleada prende forma nel finale con Higuain, entrato al posto della Joya, e De Ligt.
Sarri conferma l’undici del Dall’Ara con una sola eccezione obbligata: senza Alex Sandro infortunato e Danilo squalificato, reinventa Matuidi terzino sinistro. Modulo tradizionale con Dybala al centro del tridente e Pjanic, vestito già di blaugrana, nel cuore del gioco. Liverani, che si conferma tecnico interessantissimo, allunga la linea difensiva assegnando le fasce a Rispoli e Vera, sposta Donati in mezzo con Paz e Lucioni, sceglie Shakov come partner di Falco trattenendo Mancosu sulla mediana. Così, mentre il più insidioso tiro della Juve nasce da un lampo di Rabiot che carica il sinistro da fuori, i pugliesi cercano lo sviluppo laterale e s’insinuano rapidamente, Rispoli sbaglia mira in solitudine e Szczesny s’oppone in due tempi a Mancosu.
Assetto e scenario cambiano poco dopo la mezz’ora, quando Lucioni incespica nel controllo davanti all’area e falcia Bentancur pronto a volare verso Gabriel. Un errore che lascia tracce pesanti, benché il Lecce, nell’immediato, mascheri l’inferiorità moltiplicando le energie e s’affacci ancora al tiro con Tachtsidis. Basta poco, tuttavia, alla Juventus per far valere un divario tecnico mostruoso: un paio di accelerazioni e il gol sarebbe fatto, a impedirlo gli erroracci di Ronaldo e Bernardeschi sottoporta: clamorosissimo quello del portoghese, fin qui protagonista di una rovesciata blanda e una sciabolata imperfetta, la retroguardia leccese lo dimentica su un corner e lui, liberissimo, spara nella curva vuota, ma anche Fede è imperdonabile. Senza nemmeno le toppe dei due occasionali guizzi, lo zero a zero di metà gara descrive una Juve appannata e impacciata, capace di centrare una volta sola lo specchio.
Prevedendo l’assalto della ripresa, Liverani ripristina la difesa a cinque affidandosi all’esperienza di Rossettini, mentre Sarri richiama lo spento Rabiot e chiede imprevedibilità a Douglas Costa. E’ una coincidenza, perché tutto nasce da un errore leccese, ma la mossa bianconera ha effetto istantaneo: un minuto dopo l’ingresso del brasiliano, Dybala sblocca dal limite su assist di Ronaldo. Poi Rossettini, rude, abbatte Ronaldo che segna su rigore. Resta tempo per assistere al ritorno in campo di Higuain, guarito dall’infortunio, con gol, al poker di De Ligt e al debutto in A di Simone Muratore, classe 1998. —
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