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Calcio serie C

La Rosa: "Giocando con la testa, la Reggiana può salire in B"

Nicolò Valli
Max La Rosa, ex granata
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Max La Rosa, ex granata

L'ex allenatore granata ci crede

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REGGIO EMILIA. Giocare con la testa e reggere alle pressioni per inseguire un sogno atteso da tanti, troppi anni, e magari farlo con la spinta del pubblico amico».
Massimiliano La Rosa, allenatore del triumvirato insieme ad Andrea Tedeschi e Sergio Eberini nella stagione 2017/18, è fiducioso sulle possibilità di successo della rosa granata.
Il tecnico, in attesa di una chiamata per rilanciarsi in panchina, esprime il proprio punto di vista sulla fase finale del campionato, individuando nella retroguardia uno dei punti di forza della rosa costruita la scorsa estate dal ds Doriano Tosi.
I playoff sono ormai alle porte. Come vede la Reggiana?
«Questi playoff sono una vera e propria incognita, perché arrivano dopo tre mesi di inattività ed è quindi facile pensare che i valori si pareggino; da un lato partire in fase avanzata del torneo è un vantaggio, dall’altro chi arriva da dietro accumula minuti. È come se cominciasse una nuova stagione, giocandosi una gara dentro-fuori senza neanche la possibilità di fare amichevoli. Detto ciò, io la Reggiana la vedo molto bene, e lo ha già dimostrato nel corso dell’annata».
Dove inseriremmo i granata in un’eventuale griglia di partenza?
«Tra le prime tre. Il Bari per qualità dell’organico e non solo è la favorita alla vittoria finale, ma la Reggiana ha tutte le carte in regola per giocarsela. Ci sono tante formazioni forti ma anche io non sottovaluterei il SudTirol, che oltre ad essere una formazione di tutto rispetto ha cominciato ad allenarsi prima degli altri, perlopiù in una piazza che non mette particolare pressione».
Quale aspetto farà la differenza in questi spareggi promozione?
«La tenuta psicologica. Cito per esempio il solito Bari, che ha un presidente e una tifoseria che vogliono assolutamente il salto di categoria: avere i favori del pronostico è una cosa, dimostrarlo sul campo controllando l’emotività è un’altra».
Nella rosa granata chi potrebbe essere l’elemento in grado di fare la differenza?
«Sarebbe troppo facile dire Scappini, in quanto prima punta. A mio modo di vedere due saranno gli elementi chiave: l’intero reparto difensivo e Fausto Rossi; il regista è infatti il fulcro di tutte le azioni della truppa di Alvini in quanto elemento di qualità, e da lui può passare la giocata vincente».
Al momento le partite sono a porte chiuse, ma a metà luglio la situazione potrebbe cambiare…
«La Regia ha il vantaggio del fattore campo, ma senza gli spettatori le altre squadre potrebbero non avvertire il fatto di giocare in casa di una compagine che fa del calore uno dei propri punti di forza. Il pubblico del “Città del Tricolore” rappresenta infatti non solo il 12° uomo in campo, ma anche il 13° e il 14°».
Da ex allenatore del club, che idea si è fatto su questa società?
«Positiva. La nuova società è infatti solida e con i piedi per terra, ma questo non impedisce di essere ambiziosi e di poter raggiungere risultati importanti. Credo che l’atteggiamento della proprietà trasmetta tranquillità ai tifosi; se verrà migliorata anche la parte dedicata all’impiantistica, allora il team diventerà tra i più appetibili e stimati dell’intero panorama calcistico italiano».

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