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«Il pubblico granata sposta gli equilibri Peserà giocare a porte chiuse»

cristiana filippini

Battendo l’Arzignano l’ex Roberto Cevoli ha spinto l’Imolese verso la salvezza  

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l’intervista

cristiana filippini

Buttato nella mischia a inizio giugno al posto di Atzori, il tecnico Roberto Cevoli – con un passato nella Reggiana di Ancelotti – è riuscito nell'impresa di dare un’identità a un’Imolese a pezzi e a ipotecare la salvezza grazie alla vittoria per 2-1 sull’Arzignano.

«La mia è stata una situazione particolare - spiega l’ex granata - dal momento che il mio contratto con l’Imolese è stato firmato l’8 di giugno e di fatto ho avuto a disposizione tre settimane per preparare una stagione intera. Per la Reggiana il discorso è diverso perché è vero che il campionato è rimasto fermo per alcuni mesi, ma immagino che Alvini abbia continuato ad avere rapporti quotidiani con i giocatori e lo staff ».

Quali sensazioni si provano a tornare in campo dopo così tanto tempo?

«Per me è stato come il primo giorno di scuola con tutte le incognite del caso».

Una cosa la accomuna, gioco-forza, a mister Alvini: il divieto assoluto di disputare delle amichevoli. Lei come ha sopperito a questa mancanza?

«La scelta che abbiamo fatto è stata quella di giocare il più possibile tra di noi».

Con un vantaggio: conoscere già l’avversario, mentre a Reggio si naviga ancora a vista.

«In questo momento la Reggiana si deve concentrare solo su se stessa fino a quando non conoscerà il nome dell’avversario. A quel punto avrà alcuni giorni per preparare la gara».

Come vede l'incognita, che accomuna tutte le squadre, degli infortuni?

«Argomento delicato. La speranza di ogni allenatore è quella di arrivare al giorno della gara con tutta la rosa a disposizione. Con il mio staff abbiamo preferito giocare di più e trovare la condizione fisica attraverso le partitelle in famiglia. Al momento è stata una scelta che ha pagato».

Quanto può essere penalizzante per una piazza come quella di Reggio l’assenza del pubblico?

«Tantissimo. Ci sono piazze come appunto Reggio, piuttosto che Trieste dove il pubblico fa veramente la differenza. A Renate no».

Se tutto andrà per il meglio, la Reggiana disputerà tutte le gare al Città del Tricolore. Può essere un vantaggio anche questo?

«Solo in minima parte, non credo rappresenti un grande vantaggio. Invece credo pesi molto di più giocare a porte chiuse e senza pubblico. E proprio per questo motivo va allenata anche la parte mentale». —

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