Mister Grissin Bon lascia dopo sette stagioni: "Anni fantastici"
Pietro Bernardelli, patron del colosso alimentare, conferma che resterà fra gli sponsor minore del club
REGGIO EMILIA. «E’ stata una bella avventura, con momenti magici guidati da grandissimi giocatori. Ora rimarremo comunque vicini alla società». Ha segnato un passaggio simbolico non piccolo, la giornata di ieri. Dal 30 giugno, data convenzionale per le scadenze dei contratti del basket italiano, il marchio Grissin Bon non è più lo sponsor principale di Pallacanestro Reggiana.
Dopo sette anni, quelli delle finali scudetto e delle semifinali di Eurocup, il colosso dell’alimentare di Calerno guidato da Pietro Bernardelli ha passato ufficialmente la mano, come annunciato con larghissimo anticipo. L’addio, assicura Bernardelli, non è radicale. «Non abbandoniamo la partita, appoggeremo ancora la squadra».
Rimarrete con un ruolo da sponsor, seppur ridotto?
«Abbiamo già incontrato l’amministratore delegato Dalla Salda, la decisione di uscire era stata annunciata da tempo, ma saremo ancora a bordo, prenderemo uno spazio magari minore ma garantiremo ancora un sostegno economico alla squadra, abbiamo già preso accordi per avere un altro spazio, minimale».
Ora è tempo di bilanci? «Abbiamo vissuto momenti stupendi e momenti molto tristi, abbiamo mancato di un pelo ioscudetto».
Gli anni delle finali, in cui Grissin Bon era un nome noto in tutto lo sport?
«Non è stato merito nostro, sono stati momenti magici in cui tutto va per il meglio grazie a grandissimi giocatori che trainavamo il tutto, a partire da Kaukenas».
Si aspettava quei picchi? «Francamente, nessuno se li aspettava, ma sono arrivati degli anni magici, davvero, con risultati che tutti hanno visto. Non è successo per caso, è merito dei giocatori e dell’organizzazione, magari si è aggiunta un po’ di fortuna».
Reggio in vetta, con uno sponsor reggianissimo. Non male, no?
«Noi siamo contenti di questa esperienza, come altre realtà molto note prima ancora. Noi siamo di Reggio, ed è stato particolarmente bello supportare una squadra del nostro territorio».
Per molti tifosi la fine dell’era Grissin Bon è un trauma simbolico. Per lei?
«Non è così traumatico, in fondo, era già nell’aria, lo avevano annunciato sia noi che Landi. Ora c’è una nuova società che ha molto da fare, deve costruire la squadra e deve affrontare tante incertezze, come quelle sugli accessi ai palazzetti».
Un bel problema, per Reggio?
«Il basket è uno sport in cui non girano tantissimi soldi, bisogna fare conto sui tifosi, sugli abbonamenti, e io ho visto quando era presente il pubblico di Reggio».
Come vede la futura Pallacanestro Reggiana?
«Credo che l’obiettivo sia restare a ridosso delle prime, provare a fare i playoff, poi certo le cose non vanno sempre come si vorrebbe, pensiamo alla passata stagione. Il campionato è finito come è finito, ma sarebbe stata dura». E il contesto generale non aiuta.
«Guardiamo la realtà: è cambiato tutto. Ora dobbiamo dare spazio a una compagine nuova con nuovi soci a cui faccio gli auguri di un futuro brillante, certo la pandemia ha causato uno sbandamento generale, ci sono tanti problemi da risolvere anche se fra due mesi la stagione ripartirà».
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