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Parla il ds della Reggiana 

Tosi: «Stadi vuoti, il fattore campo non esiste Premi promozione? Non saranno in denaro»

andrea munari
Tosi: «Stadi vuoti, il fattore campo non esiste Premi promozione? Non saranno in denaro»

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REGGIO EMILIA.

Il primo turno di playoff si è concluso senza grosse sorprese, con le formazioni che giocavano in casa che si sono tutte qualificate e con ben quattro partite su cinque che si sono chiuse a reti bianche.

Nessuna sorpresa per il ds della Reggiana Doriano Tosi che, insieme allo staff tecnico ha iniziato a studiare tutte le possibili avversarie dei granata.

Direttore, le sue prime impressioni dopo il primo turno dei playoff?

“Credo che non ci siano state grosse novità nel primo turno. Si sono qualificate tutte le squadre che giocavano in casa e avevano a disposizione due risultati su tre. Solamente il Catania ha dovuto rimontare lo svantaggio iniziale, ma tutte le altre si sono accontentate del pareggio”.

C’è qualche avversaria che l’ha impressionata?

«Tutte le squadre che avevano il vantaggio di poter anche pareggiare per potersi qualificare hanno disputato delle partite molto accorte dal punto di vista tattico, cercando di non concedere occasioni alle avversarie. Solo il Catanzaro ha provato a fare qualcosa in più in campo, ma anche lì la sfida non si è sbloccata».

Le partite si sono giocate a porte chiuse, aspetto questo che non le è mai capitato in carriera. Che idea si è fatto?

«Credo che le partite a porte chiuse finiscano per annullare completamente il fattore campo. Non ci sono i tifosi sugli spalti che possono spingere la squadra di casa con il loro entusiasmo, si sente tutto quello che i giocatori e gli allenatori in campo dicono e, anche l’arbitro è molto meno influenzato dalla cornice ambientale. Bisogna prestare molta più attenzione a quei fattori che solitamente non si sentono sul campo da calcio e, anche ogni decisione del direttore di gara può essere contestata molto meno rispetto a quello che avviene normalmente. L’aspetto più pesante però è sicuramente l’assenza dei tifosi e il quasi totale silenzio che si sente nello stadio».

Vedendo queste prime partite, è aumentata la sua preoccupazione sul fatto che incontrerete una squadra che ha già almeno una gara nelle gambe?

«Questo è un aspetto che abbiamo sempre preso in considerazione e, sappiamo che è una delle variabili che potrà determinare il risultato, ma allo stesso tempo non è un aspetto che possiamo decidere noi. L’unica cosa che dobbiamo e possiamo fare è quella di lavorare al meglio su noi stessi, per farci trovare pronti nel momento in cui dovremo scendere in campo e non avere alcun tipo di rimpianto nel caso in cui le cose non dovessero andare come tutti noi ci auspichiamo».

Concentrarsi solo su sé stessi è l’unica cosa che la Reggiana può fare non conoscendo l’avversario?

«Queste sono partite partic olari proprio per questo motivo, visto che fino all’ultimo non conosceremo il nostro avversario. Credo che sarà fondamentale arrivare all’appuntamento del 13 luglio pronti sia da un punto di vista mentale sia atletico, perché la condizione fisica potrebbe fare la differenza».

Fino al 13 lei e lo staff tecnico studierete tutte le partite?

«Le guarderemo tutte, concentrandoci su quelle possibili squadre che andremo poi ad affrontare. Credo che il Carpi supererà il primo turno quindi saranno 4 e non 5 le nostre possibili avversarie».

Questa attenzione sarà sufficiente? Dopo tutto lo studio dell’avversario è uno dei cardini del metodo di Alvini...

«Mi auguro che lo sia, soprattutto perché il tempo non sempre lavora per noi».

Cosa significa?

«Significa che sapremo chi sarà il nostro avversario soltanto tre giorni prima della partita. In quei tre giorni studieremo a fondo l’avversario, anche se per ogni squadra conosciamo già diverse cose».

Nei giorni scorsi, a proposito di eventuali premi promozione, l’amministratore delegato Mauro Carretti non ha svelato le intenzioni della società. Lei cosa può dirci?

«È un argomento che abbiamo affrontato in tempi non sospetti. Posso dire che non distribuiremo premi in denaro ai giocatori».

Vedremo una Reggiana diversa rispetto a quella vista in campionato?

«Questo lo può dire solo il mister, ma io credo di no. I risultati che abbiamo ottenuto li abbiamo conquistati tutti facendo le cose in un certo modo e credo che questa squadra non possa fare altrimenti».

Troppo forte l’identità che si è costruita?

«Al di là dei moduli tattici, abbiamo dei principi di gioco molto consolidati e credo proseguiremo su questa strada. Se così non fosse rischieremmo di perdere tutte le nostre sicurezze». —

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