Fermi gli sport di contatto La rabbia dei frequentatori dei campetti reggiani
Riccardo Bellelli
REGGIO EMILIA
L’insofferenza verso le decisioni del comitato medico scientifico che già per due volte ha rinviato la ripresa degli sport di contatto sta montando tra gli sportivi e di fatto nei campetti già da un po’ si vedono i ragazzini giocare.
I più grandicelli e gli adulti han resistito un po’ di più al richiamo del canestro ma la delusione è tanta come racconta Alessandro Razzini, grande protagonista nei campetti cittadini.
«Non poter giocare è terribile - spiega -. Chi è abituato a fare sport in questo modo va in depressione perché non puoi sfogarti, non puoi giocare, non puoi vedere i tuoi amici e per chi ama il basket ancora di più perché ti manca un pezzo di vita».
Come è questa estate senza i classici tornei 3 contro 3?
«Altra cosa tremenda. In pratica mi alleno d’ inverno per poter giocare i tornei estivi quindi il blocco di questi eventi è il mio incubo peggiore che diventa realtà. Questi tornei per noi sono emozioni, divertimento, gioia, rabbia, tutte emozioni che fanno parte della vita e in particolare della vita di noi giocatori. Ci mancano».
Quali sono le opinioni degli abituali frequentatori dei campetti?
«Le scorse settimane tutti mi chiamavano chiedendo se si poteva andare e cercavano una scusa per fare attività. Io ad esempio andavo a tirare da solo poi però a essere da soli ci si annoia. La cosa più comica credo sia stata il regolamento dell’Abruzzo in cui si poteva giocare ma non si poteva andare a rubare palla e marcare a uomo oltre a toccare il pallone solo con i guanti».
Cosa ha provato quando è arrivato il nuovo stop a tempo indeterminato?
«È stata una doccia fredda, anche perché la comunicazione è arrivata all’ultimo dopo che c’era già stato un rinvio. Il risultato è che la gente è andata a giocare lo stesso. Per la maggior parte sono andati quelli più giovani e spavaldi, ma ormai anche gli altri. D’altra parte, pensate a quanta gente va al lavoro in metropolitana ammassata o si trova nei locali e nelle piazze; e noi non possiamo fare un 3 contro 3? Inoltre il basket per qualcuno è pure un lavoro e fare sport fa bene alla salute».
Esiste addirittura di rischio rinvio dei campionati dilettanti e giovanili. Cosa pensa di questi scenari?
«Sarebbe drammatico, non solo per me ma anche per milioni di ragazzi che vogliono giocare a basket. Credo che fare previsioni ora per settembre sia impossibile, speriamo che non succeda».
Sarebbero misure esagerate per lei?
«Secondo me sì. Non è pensabile di bloccare la ripresa dell’attività a settembre. Appoggio la scelta di chi va a giocare al campetto anche se non si potrebbe, vedere i canestri e non giocare è avvilente». —
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