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Panizzi mette in guardia i suoi ex compagni «Playoff strani, ma la Regia può fare bene»

luigi cocconcelli

L’ex granata, oggi al Siena con Cesarini, è stato eliminato dall’Alessandria di un’altra vecchia gloria della Reggiana, Angelo Gregucci  

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l’intervista

luigi cocconcelli

Il fattore campo , ecco l’elemento determinate a parere di Erik Panizzi. Almeno sino alle semifinali, sino a quando la squadra di casa può contare su 2 risultati su 3.

«L’episodio- dice il terzino di Guastalla e che non disdegnerebbe un ritorno alla Reggiana, anzi- può girare di qua o di là la partita e se ti capita quello negativo quando sei obbligato a vincere tutto diventa più difficile».

Parla per esperienza diretta, perché domenica sera ad Alessandria il suo Siena si è ritrovato in inferiorità numerica dopo circa mezz’ora.

Qual è stata la difficoltà maggiore nel tornare a giocare una partita ufficiale dopo tanti mesi?

«Diventa facile dire l’aspetto fisico, ma a questo punto si è più o meno alla pari, tutte abbiamo ripreso da un mese, chi andava forte prima va forte anche adesso, Atalanta docet. No, diciamo l’approccio alla partita, la capacità di stare concentrati e poi, da parte di chi gioca in casa, la possibilità di impostare tatticamente la partita, chi deve assumere rischi è l’ospite, anche se ovviamente fare una partita di puro contenimento è rischioso».

Facile ritrovare le misure senza aver mai potuto disputare neppure un’amichevole?

«Questo valeva per i primi giorni di allenamento, a casa avevi fatto soprattutto esercizi di forza e resistenza, ma sono bastate poche sedute per ritrovare il gesto, la naturalezza del gioco».

Panizzi ha una favorita, dettata non dal cuore granata, ma dalla logica per questi playoff?

«No, anche perché sono spareggi davvero atipici: gara secca, non c’è il ritorno per provare a ribaltare la situazione, devi ragionare sull’arco dei 90 e non dei 180 minuti, già qualche quotata è uscita, dipende molto dal saper reggere la pressione, dall’aspetto mentale, ma nei playoff è sempre stata così. Detto questo, la Reggiana ha buone chances, durante la stagione ha dimostrato di avere fisionomia precisa, ha fatto molto bene, spiace che non possa avere il supporto del suo meraviglioso pubblico, ma comunque giocherà a casa».

Tra le squadre che conosce meglio, quelle del girone A, c’è qualcuna che ha davvero le carte per arrivare sino in fondo?

«Sulla carta tutte, l’ Alessandria è stata costruita per vincere, a gennaio si è rinforzata molto, il Novara pure ha giocatori importanti ed era in ripresa, la Juventus ha dalla sua l’aver iniziato prima, si sono allenati con la prima squadra ed è tanta cosa, il Renate è la vera sorpresa, ha il vantaggio di non subire pressioni, nessuno le chiede la B , nessuno comincerà processi non dovesse vincere e guardate che i playoff lasciano scorie anche sulla stagione successiva...».

In che modo?

«Per me, ad esempio, Piacenza e Triestina hanno pagato la delusione della mancata promozione ad un passo,l’attesa per una replica è stata tanta, eccessiva la pressione dell’ambiente ed a guardare bene era successo anche 2 anni prima al Pordenone».

Si parla sempre di un possibile ritorno a Reggio di Cesarini, con cui lei ha giocato quest’anno a Siena. Ne avrete parlato? Il “Mago” si è lasciato sfuggire qualcosa?

«No, davvero. So che è in scadenza di contratto, mi ha confidato di voler capire la situazione qua a Siena, il suo obiettivo è giocare in una grande piazza, degna del suo valore, per la C Reggio lo è sicuramente, lui è legato alla città, tantopiù che proprio a Reggio è nato anche suo figlio ma, credetemi, non mi ha accennato a contatti di alxcun tipo...».

La situazione societaria a Siena com’ è? Si è parlato di difficoltà…

«La presidentessa ci è sempre stata vicina, c’è stato un ritardo nel pagamento degli stipendi perché ha avuto difficoltà con l’azienda di famiglia, ci ha sempre tenuti al corrente, chiesto pazienza. D’altra parte a Reggio lo sappiamo bene: se uno non vuol pagare scappa».

È un riferimento ai Piazza?

«Questo - conclude Panizzi - l’ha detto lei...». —

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