«Ho consigliato a Brandon di dire sì a Reggio»
L’ex biancorosso Sandro Dell’Agnello ha allenato il regista a Bergamo in serie A2
l’intervista
«Ho consigliato a Brandon Taylor di andare a Reggio, è una società solida, con tradizione e valore, dove sono certo si troverà bene».
Sandro Dell’Agnello è stato il primo allenatore italiano del nuovo play biancorosso e conosce molto bene Pallacanestro Reggiana, società per cui ha giocato per diverse stagioni a cavallo del nuovo millennio.
Due anni fa, con il regista californiano a governare i ritmi, Dell’Agnello ha trasformato Bergamo in una delle squadre più brillanti ed efficaci della serie A, portando i lombardi sino alle semifinali per la promozione nella massima serie. Il legame fra coach e giocato è ancora solido, non a caso Sandro Dell’Agnello è stato uno dei primi contatti italiani sentiti da Taylor dopo aver ricevuto l’offerta biancorossa.
«Brandon mi ha chiamato pochi giorni fa, quando Reggio si è fatta viva con lui, e mi ha chiesto un parere: gli ho detto che avrebbe fatto ad accettare, che Reggio è una società solida, con valori, un luogo in cui si sarebbe trovato sicuramente bene», racconta Dell’Agnello, oggi coach di Forlì.
«Era successo lo stesso lo scorso anno, quando l’aveva chiamato Avellino, poi fallita nel giro di poco tempo, mi aveva chiesto informazioni e lo stesso ha fatto ora».
Per il tecnico, Taylor è un acquisto azzeccato dal punto di vista umano e tecnico.
«È un ragazzo motivato, che sa stare in gruppo, giovane ma comunque esperto e che sa farsi carico del proprio ruolo, delle proprie responsabilità. Ha tanti punti nelle mani, un ottimo tiro da fuori, è più un realizzatore che un costruttore di gioco, e in questo doveva crescere, sa adattarsi a tanti tipi di pallacanestro, deve imparare a gestire meglio i ritmi, ma è un grande lottatore», rivela.
I dubbi su Taylor, quelli che forse lo hanno tenuto lontano anche da scenari più alti, sono sulla ridotta taglia fisica: «purtroppo non possiamo allungarlo e tirarlo più di tanto, i centimetri rimangono quelli che sono, ma devo dire che Brandon si è sempre impegnato al massimo per non patire troppo questo aspetto, ha sempre fatto tutto quello che poteva per non soffrire anche quando la taglia è diversa». —
a.a.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
