Anche Cremona rinuncia alla serie A Ora il campionato è un rompicapo
Dalle 17 squadre dello scorso torneo ora si è scesi a 15 Resta in dubbio la sopravvivenza di Roma
Nicolò Valli / REGGIO EMILIA
Una retromarcia improvvisa che certifica in pieno lo stato di salute del basket italiano di questi tempi: la Vanoli Cremona avrebbe infatti comunicato la volontà di non partecipare al prossimo campionato di serie A1.
Diversamente da quanto annunciato nei primi giorni di luglio, in cui il club biancoazzurro ribadiva la scelta di iscriversi regolarmente alla massima categoria, ieri sono circolate numerose indiscrezioni circa la decisione definitiva da parte del patron Aldo Vanoli, che ha deciso di chiudere un’era tenendo “in vita” solamente le formazioni del settore giovanile. Ora Cremona ripartirà dalle leghe inferiori contenendo i costi, ma difficilmente potrà farlo direttamente dalla A2 in quanto fuori tempo massimo; l’uscita di scena della realtà allenata sino a questa stagione da coach Meo Sacchetti si unisce a quella di Pistoia, che nel rispetto delle date stabilite aveva optato per l’autoretrocessione. Considerato che la stagione 2019-2020 è stata disputata a 17 squadre, al momento sono 15 le formazioni che saranno ai nastri di partenza.
Resta però l’incognita della Virtus Roma, che non naviga in acque tranquille e che ha tempo sino al 31 luglio per trovare un acquirente in grado di garantire la sopravvivenza in serie A.
Dalla compagine capitolina passa il destino del prossimo anno: se Roma dovesse iscriversi le squadre al via sarebbero 15, altrimenti si arriverebbe ad un bivio con due strade completamente differenti da poter percorrere: la prima prevede un campionato a 14 con una sola retrocessione, mentre l’altra ipotizza un ripescaggio dalla serie A2 di Torino.
Il presidente Stefano Sardara, lo stesso alla guida della Dinamo Sassari, sta spingendo per riportare il club piemontese ai piani alti del panorama cestistico del Bel Paese, ed accetterebbe dunque di buon grado la promozione; in realtà Torino era già stata ripescata dalla LegaBasket, la stessa che ha poi fatto marcia indietro comunicando ai gialloblù il cambio di decisione. E pensare che l’organo capitanato dal nuovo numero uno Umberto Gandini aveva invitato la Reale Mutua Torino per completare la griglia di un eventuale torneo a 18 squadre, mentre ora si tribola per arrivare a 14-15 e si deve comunque rincorrere chi sta pensando di gettare la spugna o ripescare chi è retrocesso.
Stamattina alle ore 11 è in programma una conferenza, con diretta sulle pagine social del team, probabilmente per fare chiarezza sulle vicende societarie, con nuovi imprenditori che sarebbero pronti a venire in soccorso per contribuire con risorse fresche a garantire un presente e soprattutto un futuro solido a Torino.
Nelle prossime settimane si dovrebbe comunque arrivare ad una soluzione definitiva, anche perché per il debutto ufficiale della prossima stagione non manca molto: il 29 agosto è infatti in programma la prima giornata dei mini gironi della Supercoppa Italiana.
Nelle idee iniziali degli organizzatori erano stati delineati sei gironi da tre, mentre con una Serie A da 16 facile pensare al classico girone da 4 con la prima direttamente tra le migliori otto. Se invece venisse approvato il format a 14 o 15 squadre tutto sarebbe allora da rivedere, per l’ennesima volta. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
