Maestri è ottimista «Una brutta botta ma tornerò a correre più forte di prima»
Ciclismo - Dopo la brutta caduta in discesa durante l’allenamento l’atleta luzzarese della Bardiani si confessa alla Gazzetta
L’INTERVISTA
ALDO SPADONI
«Un brutto colpo in una stagione già sfortunata e particolare per tutti. Ma sono un osso duro, non ho mai mollato e non lo farò certo ora. In questo momento penso a recuperare».
Si è deciso nella tarda serata di ieri come affrontare l'operazione alla scapola destra di Mirco Maestri, il forte passista di Casoni di Luzzara che veste i colori della Bardiani-Csf-Faizanè.
L’nfortunio al ciclista luzzarese è avvenuto lunedì durante uno degli allenamenti che con il resto della squadra Maestri stava svolgendo a Livigno.
La rovinosa caduta in cui è rimasto coinvolto Maestri è avvenuta nell'impegnativa discesa dal Passo Gavia.
Soccorso e trasportato all'ospedale " Eugenio Morelli" di Sondalo, dopo radiografie e Tac, il ciclista luzzarese ha dovuto fare i conti con una diagnosi pesante: i medici gli hanno infatti diagnosticato le fratture del bordo superiore della scapola con un distacco della coracoide, la frattura della base dell'acromio e una base di frattura al di sotto della spina della scapola.
Tornato a casa, è stato subito messo in contatto con il dottor Giuseppe Porcellini, l'ortopedico forlivese che nell’ambiente dello sport è conosciuto come il "mago della spalla", in quanto abituato a trattare chirurgicamente grandi campioni come Valentino Rossi e recentemente Andrea Dovizioso.
Professore universitario di fama internazionale, attualmente svolge la sua attività a Cattolica ed al Centro di Alta Specialità dell’Arto Superiore di Modena.
Al telefono dalla sua casa di Luzzara, Maestri attende ora che il chirurgo lo chiami per l’operazione.
Maestri ci racconta la dinamica della sua caduta?
«La colpa va attribuita sicuramente alla galleria buia e senza segnaletica; quando sono entrato a piena velocità la visibilità era buona perché il primo tratto aveva dei finestroni che lasciavano filtrare la luce ed inoltre dalla parte opposta c'erano delle moto e quindi avevo un buon riferimento».
Poi cosa è successo? Se lo ricorda?
«Dopo il passaggio dell'ultima moto, mi sono trovato di colpo come in una stanza buia, ho provato a frenare per fermarmi perché avevo preso paura, ma praticamente ero già a ridosso della parete della galleria, ho picchiato con la spalla perdendo l'equilibrio e sono caduto».
Adesso come sta?
«Nonostante le fratture e le dita della mano martoriate, il morale è alto e dopo una notte un po’ difficile ora sembra che gli antidolorifici abbiano cominciato a fare effetto attenuando in parte il dolore».
Ora c’è da affrontare l’operazione e poi i tempi di recupero. I medici le hanno detto quanto tempo le occorrerà per tornare a correre?
«Sarò operato nel più breve tempo possibile, in quanto la disponibilità del dottor Giuseppe Porcellini è stata subito totale; sono fiducioso in quanto è considerato un luminare dell'ortopedia della spalla, poi so che queste cose sono lunghe, ma non mollerò mai e vorrei ritornare in bicicletta nel più breve tempo possibile». —
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