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Venturi: "Il rigore? L'abbiamo parato in tre"

NICOLO' VALLI
Concentratissimo, Giacomo Venturi sta per parare il rigore concesso contro i granata
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Concentratissimo, Giacomo Venturi sta per parare il rigore concesso contro i granata

Il portiere della Reggiana, decisino nel match dei quarti contro il Potenza divide con i suoi colleghi di reparto il merito di aver neutralizzato il tiro dagli undici metri: "Ho seguito i loro consigli"

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REGGIO EMILIA. Se la Reggiana è approdata alle semifinali dei playoff di serie C, molti dei meriti vanno attribuiti a Giacomo Venturi.Il portiere originario di Faenza è risultato di gran lunga il migliore in campo nel “Monday Night” contro il Potenza, prima salvando coi piedi su un tiro da distanza ravvicinata di Coccia al 23’ del primo tempo e poi, nella ripresa, neutralizzando il penalty calciato da França. 

UN MERITO IN TRE
E proprio su quest’ultimo episodio, l’estremo difensore racconta un aneddoto che ha sicuramente portato dei benefici: «Proprio la mattina della gara avevamo studiato i tiri dagli 11 metri insieme ai miei colleghi ed al mister- racconta Venturi- ho cercato di assimilare i consigli di Narduzzo e Voltolini, considerato che negli allenamenti di queste settimane si erano superati a respingere parecchi rigori. L’altra sera ho quindi pensato alle loro indicazioni ed ho battezzato l’angolo alla mia sinistra sulla base di alcuni ragionamenti: fortunatamente è andata bene». 
 
Il suo caso rientra pienamente nella categoria di chi sostiene che la vita regala sempre una seconda opportunità; poco meno di un anno fa, era il 23 luglio 2019, l’ex portiere del Ravenna si fece male in uno dei primi allenamenti in maglia granata nel ritiro di Carpineti, rimediando un trauma facciale che lo costrinse a saltare diversi mesi di gioco. 
 
Ancora oggi, a causa di quel duro colpo, Venturi gioca con un casco protettivo, ma quasi 365 giorni dopo il giocatore con la maglia numero 22 si candida ad essere uno dei trascinatori di questo gruppo che sta facendo sognare una città intera.
 
«Contro il Potenza siamo stati solidi e compatti- continua Venturi- sapevamo che loro erano una compagine molto tosta e sono stati bravi a chiudere tutte le linee di passaggio. Non era certamente un impegno agevole, ma ciò nonostante abbiamo creato molte occasioni per sbloccare la partita, e l’unico rammarico è proprio quello di non essere riusciti ad andare in rete. Ci portiamo comunque a casa questo pareggio, che ci basta per approdare in semifinale».
 
Venerdì arriva al “Città del Tricolore” il Novara di bomber Gonzalez, per un match che è l’ultimo prima dell’atto finale in programma mercoledì 22 luglio.
 
L’AFFETTO DEGLI ULTRA’
A meno di miracoli, anche nella sfida contro i piemontesi lo stadio cittadino rimarrà chiuso al pubblico, che anche due giorni or sono ha però voluto manifestare ancora una volta l’amore verso questi colori. La marea umana affollata nel piazzale Atleti Azzurri d’Italia, con i cori e le sciarpe distese che hanno suscitato la commozione di mister Alvini, è un’arma che poche compagini possono sfruttare, e che impressiona chi non è abituato a ricevere un sostegno di questa tipologia. 
 
Classe 1992, Giacomo Venturi ha militato in piazze blasonate come Cremona e Pesaro, ma un’accoglienza di questo tipo non l’aveva mai ricevuta: «Ho avuto la pelle d’oca- conclude il portiere- perché è stato un gesto emozionantissimo. È chiaro che poi il focus si è spostato subito sulla partita, ma i tifosi ci hanno fatto un regalo splendido. Speriamo di ricambiare il loro affetto con una grande prestazione venerdì sera».
È carico, Jack Venturi in vista di questo finale di campionato, di questi 180 minuti che separano una squadra e la sua città da un sogno cullato da più di vent’anni. E se è vero che per fare una buona squadra si parte dalla porta, possiamo certamente affermare che la Reggiana è in “buone mani”. Chiedere a França per conferma…

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