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Campionato in alto mare ancora troppe le società con un destino incerto

Adr.Ar.
Campionato in alto mare ancora troppe le società con un destino incerto

Roma, Torino, Cremona: la nascita della nuova stagione dipende dalle sorti di realtà che navigano in cattive acque 

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REGGIO EMILIA

Continua a vivere in uno strambo limbo di incertezza, il prossimo campionato di serie A. A inizio settimana c’è stata la presentazione della nuova proprietà di Torino, una cordata turca guidata dal coach Ergin Ataman, visto in Italia a Siena e alla Fortitudo e ora alla guida dell’Efes Istanbul, grande favorita per la vittoria in Eurolega prima della sospensione. Con Ataman vi sono l’agenzia Possibile, che rappresenta atleti di altissimo livello, e altri imprenditori turchi ancora da annunciare. Il gruppo è intenzionato a investire su Torino in ogni caso.

Se i piemontesi rimarranno in A2, manterranno la proprietà a metà con Stefano Sardara, presidente di Sassari. Se Torino venisse ripescata, tutte le quote andrebbero ad Ataman e soci. Uno scossone non da poco, che però non cambia ancora ufficialmente gli assetti della serie A. Cremona ha annunciato di voler rinunciare al campionato, ma ha comunque convocato un’assemblea il 29 luglio, a pochi giorni dalla scadenza ultima per formalizzare, fissata al 31 luglio. Se in queste due settimane emergessero degli acquirenti, interessati a tenere il basket a Cremona o anche solo a portarsi a casa i diritti al massimo campionato, lo scenario potrebbe mutare.

I punti di domanda continuano ad essere tanti anche su Roma, alla ricerca di una nuova proprietà. Ad oggi non è da escludere né un campionato a 16, con Cremona e Roma al via, né uno a 14. Né tantomeno uno a 15, perché non è detto che Torino accetti un ripescaggio ad agosto, a un mese dalla partenza ufficiale. Il gruppo di Ataman appare solido e probabilmente sarebbe pronto alla sfida, ma di sicurezze non ve ne sono. A cascata, anche il calendario ufficiale naviga a vista. La ventilata Supercoppa a 16 pensata come evento di avvio richiede 16 formazioni, e pure il resto delle partite dovrebbe essere rivisto se il numero delle contendenti diminuisse. Discorso identico per le date del calendario abbozzate sino ad oggi. Nella speranza di poter riaprire i palazzetti al pubblico, le società rischiano di veder diminuire il numero delle gare casalinghe e relativi introiti, senza contare appunto le questioni organizzative e logistiche legate ad un eventuale slittamento delle gare ufficiali e a una riorganizzazione della Supercoppa.

In tutto questo valzer, Pallacanestro Reggiana non intende cambiare i propri programmi: senza segnali che i possibili mutamenti divengano realtà, il raduno rimane fissato ad inizio agosto. —

Adr.Ar.

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