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Un poker alla povera Spal Così l’Inter incalza la Juve

Roberto Condio
Un poker alla povera Spal Così l’Inter incalza la Juve

I nerazzurri sbancano Ferrara e ora sono secondi a 6 lunghezze dalla capolista Tutto facile per il team di Conte. In gol Candreva, Biraghi, Sanchez e Gagliardini

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Roberto Condio

INVIATO A FERRARA

Da -11 a -6 in 7 giorni. Considerata anche la comoda agenda della Juve dopo l’incrocio con la Lazio, non basta per dichiarare riaperto il discorso-scudetto, ma intanto la notizia c’è: da quanto l’Inter non rosicchiava punti ai tricolori seriali in tre giornate di fila? Si moltiplicano i rimpianti, adesso. Per le occasioni sprecate nel dopo-isolamento e pure prima. Ma per quel che ha mostrato da dicembre, questa Inter non può lamentarsi della propria classifica. Deve ringraziare la modestia di tanta concorrenza. Ieri sera, ad esempio, s’è ripresa il 2° posto rifilando un poker agli ultimi della classe, dignitosi solo per un tempo: 4-0 alla Spal che non segna da 420’ e da giugno ha fatto un punto in 7 partite.

Ferraresi a un passo dal ritorno in B, senza più Semplici e Vagnati, artefici di una favolosa scalata. Ora ci provano i più titolati omologhi Conte e Marotta, partendo da basi ben diverse: a loro l’Inter chiede di tornare a vincere. Resta l’Europa League, vero, ma dal 5 agosto servirà una squadra ben diversa da quella che, dal 3-3 con il Sassuolo, spesso ha sbandato. Intanto, l’imperativo è centrare il 2° posto in A. E poi, hai visto mai, se la Juve continua a frenare... Pensando alla Roma, da sfidare domenica all’Olimpico, Conte ha lasciato a casa Lukaku e Barella e in panca i diffidati De Vrij e Borja Valero. Il rilanciato Eriksen, escluso in 3 delle ultime 4 gare, è stato con Sanchez il più attivo e creativo di un’Inter per 35’ buoni ancora lenta e prevedibile. Dopo il palo esterno di Brozovic al 5’, è stata a lungo inoffensiva, pur tenendo palla (75% a metà 1° tempo) e calciando 6 corner, fino alla bella azione da sinistra a destra che ha liberato Candreva per il gol con ennesimo assist di Sanchez. Poi l’Inter ha dilagato con reti non usuali: Biraghi (di destro!), finalmente Sanchez su azione (di testa) e Gagliardini. Tutto facile, per trovarsi a 5 turni dalla fine già a un solo punto (72, nel 2018) dalla sua miglior classifica finale degli ultimi 8 anni, a un punto anche dal pass-Champions e con la certezza di chiudere davanti a Milan e Napoli. La domanda sorge spontanea: come si fa a criticarla? Si può, si deve: per i soldi spesi da Suning, per l’ingaggio di Conte, per le attese di inizio stagione, per un’identità che si fatica ancora a vedere. —

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