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L’Atalanta soffre ma poi vince Corrida Gasperini-Mihajlovic

Stefano Scacchi
L’Atalanta soffre ma poi vince Corrida Gasperini-Mihajlovic

I bergamaschi superano il Bologna di misura (1-0), decide ancora Muriel Rissa verbale tra i tecnici, espulso il nerazzurro. La Dea torna al secondo posto

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L’Atalanta riprende la sua corsa dopo il pari di Verona. Con la vittoria sul Bologna riconquista il secondo posto, in attesa di Inter-Fiorentina, e festeggia il record di punti in Serie A. Era fissato a quota 72 da tre anni. Adesso sono 74 con tre giornate da giocare. Ed è il 15° risultato utile dei bergamaschi: non avevano mai infilato una striscia così lunga nella massima divisione. Le statistiche certificano l’ulteriore cambio di status dell’Atalanta che gestisce ogni partita come una prova generale del quarto di Champions con il Psg. Non è stata una prestazione scintillante, macchiata da un’altra espulsione di Gasperini per una lite con Mihajlovic. È servito l’ingresso di Muriel per cancellare l’equilibrio. Non è più tempo di travolgere gli avversari. È giusto iniziare a dosare le forze in vista della sfida con i francesi. Palomino, Zapata e Djimsiti sono usciti acciaccati: problemi lievi per i primi due, qualche preoccupazione in più per Djimsiti. Gasperini schiera la formazione tipo, a parte Ilicic, ancora lontano dalla forma migliore. Mihajlovic rivoluziona il Bologna dopo la disfatta col Milan. Fuori Dijks (squalificato), Dominguez, Poli, Orsolini, Sansone e Santander; dentro Krejci, Svanberg, Medel, Skov, Barrow e Palacio. Il cambiamento produce effetti. Soriano impegna Gollini. Barrow colpisce la traversa su punizione. L’Atalanta fatica a liberare le sue offensive vertiginose. Sulla panchina nerazzurra questa difficoltà si trasforma in nervosismo. Un fallo su Skov scatena le proteste delle riserve del Bologna, Gasperini zittisce i giocatori avversari, Mihajlovic non gradisce e volano parole pesanti tra i due allenatori. Il serbo viene ammonito, Gasperini espulso per la seconda volta dalla ripresa della stagione dopo il Sassuolo: «Non ero io che dovevo andare fuori».

L’allenatore nell’intervallo lancia Muriel per Pasalic. È la mossa decisiva. Il colombiano, con una retina bianca a proteggere la testa dopo la caduta in piscina della scorsa settimana, è subito travolgente: sponda di Zapata e destro calibrato al millimetro alle spalle di Skorupski. È il suo 18° gol in campionato, 11 da subentrante. Solo Alcacer, con 12 reti da sostituto, è riuscito a fare meglio negli ultimi 20 anni nei principali campionati europei. Un dato che fotografa alla perfezione l’interscambiabilità degli uomini di Gasperini. —

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