Marquez ci prova ma si arrende Un’altra pole per Quartararo
Marc Marquez una pagina di storia del motociclismo ha provato davvero a scriverla. Gli è mancato solo il finale. Si è spinto fin dove poteva sorreggerlo la pura forza di volontà. Poi si è arreso ai segnali d’allarme che gli mandava il corpo, al dolore del braccio destro, «come morto», operato martedì per ricostruire l’omero spezzatosi di netto la domenica precedente.
Il MotoGp di Andalusia non vedrà al via il campione del mondo e sarà la sua prima assenza da quando, nel 2013, è approdato in MotoGp. La pole (seconda consecutiva) è andata a un sempre più convincente Quartararo, vincitore la scorsa settimana nella prova di apertura del motomondiale.
In prima fila il nizzardo del team Petronas Yamaha sarà affiancato da Vinales con la Yamaha ufficiale e da uno strepitoso Bagnaia (Ducati Pramac), mai così alto in griglia nella massima cilindrata. Un grande passo avanti lo ha compiuto Valentino Rossi: la Yamaha del “Dottore” apre la seconda fila, condivisa con il portoghese Miguel Oliveira (Ktm Tech 3) e con Franco Morbidelli (Petronas Yamaha).
In ritardo le Ducati factory: quarta fila per Petrucci con l’11esimo tempo, quinta per Dovizioso con il 14esimo. A far parlare in futuro del sabato spagnolo, però, sarà soprattutto la sfida persa da Marquez con la sua umanità. Nonostante l’arto livido e con evidenti i segni dell’intervento, è salito sulla sua Honda per sostenere due manche di libere, rimediando un 19esimo e un 16esimo tempo. Quindi ha preso il via nella Q1, ma dopo un giro è rientrato al box e poi nel motorhome. Qui la decisione, in accordo con Honda, che in queste condizioni prendere il via sarebbe stato un inutile azzardo. «Marquez sente ancora dolore – ha spiegato Alberto Puig, team manager del marchio giapponese – così abbiamo deciso insieme che la cosa migliore è pensare alla prossima gara. Non prenderemo altri rischi. Marc si sentiva bene dopo l’intervento, così ha deciso di tentare». Per non ritrovarsi a zero punti dopo il doppio appuntamento andaluso, in una stagione così serrata.
«Quando ho iniziato le qualifiche ho avuto una strana sensazione al braccio, come se fosse morto – ha raccontato il pilota – A quel punto ho deciso di fermarmi. Volevo capire dove potesse arrivare il mio corpo. Sono ottimista, per me il bicchiere è sempre mezzo pieno. Ho detto alla Honda che sarei andato a Jerez per provarci e l’ho fatto. Adesso posso dormire tranquillo». —
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