La Juventus si toglie un peso Scudetto in tasca, gioia Sarri
Con la Samp gara senza storia e nono titolo tricolore consecutivo in bacheca Il tecnico però ha già la mente al Lione e alla rincorsa alla Champions League
torino
Alla fine è arrivato. Il titolo numero 36 della storia bianconera, il nono consecutivo. Si è fatto attendere, con qualche polemica di mezzo per allungare il brodo. Ma alla fine eccolo qui. Ed è meritato. La Juventus si laurea campione d’Italia con due giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato. Lo fa con un comodo 2-0 casalingo rifilato alla Sampdoria. Una partita mai in discussione, gestita con attenzione e disinvoltura. A sbloccare la contesa è il solito Cristiano Ronaldo, che però ora dovrà faticare parecchio per raggiungere Immobile in cima alla classica dei marcatori (CR7 con la Samp ha pure fallito un rigore). Nella ripresa la stoccata del redivivo Bernardeschi. Un giocatore ancora da scoprire del tutto ma che, per forza fisica e qualità, potrebbe trasformarsi in un arma in più per l’agosto di passione dei bianconeri. Già, perché se da una parte c’è la soddisfazione per il tricolore che resta cucito sul petto, dall’altra c’è la voglia di provare a dire qualcosa di interessante anche fuori dai confini italiani. Facendo un primo, sommario bilancio dell’era Sarri sulla panchina della Vecchia Signora, è palese che il bilancio è leggermente in perdita. Bene la vittoria dello scudetto, ma dall’altro lato ci sono due trofei sfuggiti dalle mani. Ko nella finale di Supercoppa con la Lazio, ko pure nell’atto conclusivo della Coppa Italia finita nella bacheca del Napoli. Sconfitte che bruciano ancora e che fanno il paio con il percorso poco convincente in Champions League pre coronavirus. Ecco dunque che il ritorno con il Lione (c’è da rimontare il ko di misura dell’andata) e l’accesso alla finan four di Lisbona diventano obiettivi fondamentali per il tecnico ex Chelsea. Che un po’ di esperienza in campo internazionale ce l’ha (proprio con i londinesi ha vinto l’Europa League), ma che ancora non ha fatto vedere quel calcio tanto decantato e per il quale è stato preso da Agnelli e soci. Con lo scudetto in tasca ora il mirino si sposta sulla coppa dalle grandi orecchie. Vincerla sembra complicato, giocarsela però è un obbligo. —
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