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iori, Il telecronista dazn 

«In B è durissima ma la Reggiana ha già una buona intelaiatura»

Roberto Tegoni
«In B è durissima ma la Reggiana ha già una buona intelaiatura»

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REGGIO EMILIA

«La finale? Certo che l’ho seguita. Qui a Sestri Levante, in hotel. Ho rischiato anche il cartellino rosso diretto: l’urlo di liberazione è stato importante (ride, ndc)! Diciamo che c’è stato un bell’incrocio tra tifo e opportunità professionale». Il reggiano Alessandro Iori, volto e voce di Dazn, l’anno prossimo potrebbe tornare al Città del Tricolore a commentare Spanò e compagni.

Te l’aspettavi un epilogo così glorioso?

«Quest’estate ero a cena con amici. C’era anche Michele Malpeli che mi parlava con entusiasmo di mister Alvini. Era molto fiducioso e già immaginava una stagione molto positiva. Tutti gli acquisti sono stati azzeccati ed è uscita una miscela perfetta. Poi ho un aneddoto sulla prima partita…».

Racconta.

«Ero a lavorare a Zona Gol, su Dazn. C’era Luca Budel al commento tecnico, che l’anno prima era vice di Zenoni alla FeralpiSalò. Parlando della partita con la Reggiana, diceva che l’obiettivo dei gardesani era la B diretta: il 4-1 dei granata ha sorpreso alcuni e ha dato la certezza ad altri che si era costruita una squadra molto valida».

Qual è il simbolo della promozione della Reggiana?

«Senza dubbio Spanò. Ha una storia bellissima, di riscatto sportivo personale e arriva in una categoria che non ha mai fatto e che mi auguro abbia la possibilità di giocarla da protagonista, perché la vale e l’ha dimostrato con grande leadership».

Che campionato è la B?

« Seguo questo torneo da 16 anni. È molto avvincente e difficile. L’anno prossimo, credo che il livello si alzerà ulteriormente, quindi l’obiettivo primario della Reggiana sarà quello di mettersi alle spalle il prima possibile cinque squadre».

Cosa serve per portare a casa la salvezza in serie B?

«In questo campionato i nomi contano poco. Servono un po’ di esperienza e tanta organizzazione. Lo dimostra il Pordenone neopromosso (ora quarto in classifica, ndc): non ha stravolto la squadra, ha azzeccato un paio di innestie poi la differenza l’ha fatta il gruppo che c’era già l’anno scorso».

La Regia ha una buona base?

«Ripartire da una buona intelaiatura è fondamentale. In difesa se restano Spanò, Rozzio e Costa serve poco altro».

Dove bisogna agire?

«Bisognerà ritoccare il reparto degli esterni e dare un cambio in più a centrocampo, che comunque è già competitivo. Infine, tanto farà azzeccare quell’attaccante che ti garantisce 10 gol e che ti porta ossigeno, serenità e s punti».

Si ripartirà con Alvini...

«È decisivo. Bisognerà dargli fiducia anche quando ci saranno momenti complicati. Dopo una stagione con due sole sconfitte, la tifoseria potrebbe essersi “viziata”; l’anno prossimo sarà più dura, bisognerà reggere l’impatto emotivo, preservare la compattezza e non solo nell’immediato». —





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