Zamparo entusiasta: «Più passa il tempo più ci rendiamo conto della nostra impresa»
L’attaccante della Reggiana e la decisione di Spanò «Abbandonare il calcio? Sono rimasto pietrificato»
Gian Marco Regnani
REGGIO EMILIA
Quella tra la Reggiana e Luca Zamparo è una storia d’amore nata nel 2018, interrotta nel 2019 e ripartita a sorpresa nel 2020 con l’epilogo più bello che si potesse immaginare. Ma c’è ancora tempo per scrivere altre pagine importanti. «Più passano i giorni e più ci rendiamo veramente conto di cosa abbiamo fatto – sottolinea Zamparo, tornato in Friuli per trascorrere le vacanze in famiglia –. Emozioni come queste non si provano tutti i giorni, dobbiamo continuare a coltivarle almeno fino a quando non ricomincerà il campionato».
Partiamo dalla notizia che ha scioccato una città intera: l’addio al calcio di Spanò.
«L’ho saputo qualche giorno fa. Mi ha fatto leggere la lettera d’ammissione alla Business School e mentre scorrevo tra le righe ho capito subito che c’era qualcosa di strano, così ho chiesto chiarimenti. Non appena mi ha comunicato la sua decisione sono rimasto pietrificato».
Ha cercato di fargli cambiare idea?
«No. Mi ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a compiere tale scelta e da suo grande amico appoggio in pieno la sua decisione. Crede veramente in quello che fa».
Che Reggiana sarà senza il suo capitano?
«Avrà un qualcosa in meno. Perdiamo un capitano pazzesco e forte, un leader e trascinatore vero».
Ci racconti qualcosa che non sappiamo della finale.
«Quando Kargbo si è involato verso la porta dopo il mio passaggio sono caduto a terra e ho alzato le braccia al cielo per esultare ma la palla è andata contro il palo. Ho avuto un sobbalzo al cuore, poi è finita bene».
Cosa non dimenticherà?
«A parte la promozione non dimenticherò il primo gol in casa contro il Sudtirol. Ho sfiorato la tripletta il giorno del mio ritorno al Giglio…».
Sui social ha pubblicato la foto dei bomber granata di tutti i tempi: lei è 15esimo con 32 reti ad una sola lunghezza da Silenzi.
«L’ho scoperto durante il lockdown. Mi riempie d’orgoglio essere entrato nella storia della Regia».
La scorsa estate il tormentone Zamparo ha tenuto banco, il suo ritorno si è concretizzato solo a gennaio.
«Io sarei tornato subito ma non è dipeso da me. A gennaio appena si è ripresentata l’opportunità non me la sono fatta sfuggire. Il finale è stato bellissimo, un premio meritato per noi giocatori e per tutti quelli che lavorano dietro le quinte».
I tifosi l’hanno accolta bene.
«Mi aspettavo più freddezza, ma a parte un paio di commenti non lusinghieri la maggior parte di loro mi ha fatto sentire subito il suo affetto».
Con la maglia granata ha avuto un impatto devastante: 7 gol in 7 partite di campionato dopo i 4 col Rimini.
«Conoscevo la C ma avevo giocato in squadre che lottavano per salvarsi in ruoli lontani dalla porta. Giocare per vincere come ha fatto la Regia invece ha reso tutto più facile».
Ai playoff un cammino praticamente perfetto.
«Temevamo di concludere la stagione restando a mani vuote. Quando ci hanno confermato il ritorno in campo con tre partite da giocare in casa siamo ripartiti con più carica. La stessa che ho visto negli occhi dei tifosi».
L’impatto con la Serie B?
«La squadra ha delle buone basi da cui partire e un allenatore che può fare la differenza. Secondo me con qualche innesto mirato potremo dire la nostra anche in B». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
