Gazzetta di Reggio

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Hamilton equilibrista All’ultimo giro scoppia una gomma ma rimane in testa

Stefano Mancini

Verstappen nel finale sfrutta i guai di Bottas ed è secondo Terzo posto a sorpresa per Leclerc, Vettel chiude decimo 

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silverstone

Scintille, pezzi di gomma che volano via, la macchina che diventa inguidabile: nell’ultimo giro del Gp di Inghilterra, quello di casa sua, Lewis Hamilton dà il meglio di sé. È costretto a guidare su tre ruote perché lo pneumatico anteriore sinistro ha ceduto. «Avevo il cuore in gola», racconterà. Verstappen gli sta volando addosso come un falco. «Via radio mi aggiornavano sul distacco, 40, 30, 15 secondi...». Al traguardo gliene resteranno 5, sufficienti a celebrare la vittoria numero 87, la settima nel Gp di casa. Nuovo record.



Senza la fortuna nemmeno lui ce l’avrebbe fatta, anche se parlare di fortuna per un pilota che è partito in pole, ha tenuto a cuccia il compagno di squadra e ha condotto in testa tutta la gara può sembrare un’offesa. Eppure stavolta è andata così: tutto quello che poteva andare male, non l’ha danneggiato. Con la stessa macchina e gli stessi chilometri sulle gomme ormai in pappa, Bottas ha avuto lo stesso problema, ma mezzo giro prima, ed è finito 11º. Verstappen ha visto Bottas, si è spaventato ed è rientrato ai box per cambiare le gomme ed è arrivato secondo con il bonus del giro più veloce. Senza questo eccesso di prudenza avrebbe probabilmente vinto la gara. «Si può definire fortuna o sfortuna, dipende da come la guardi», allarga le braccia il pilota olandese.



Un successo così mancava alla collezione. La Formula 1 ricorda un solo arrivo trionfale su tre ruote: quello di Jim Clark nel 1967 a Watkins Glen, Stati Uniti. A decidere il destino della gara è l’incidente di Kvyat al 13º giro. Nulla di grave, però la safety car entra in pista per consentire la rimozione dell’AlphaTauri. Le squadre ne approfittano per montare gomme a mescola hard nella speranza che durino fino al traguardo, 40 giri dopo. Non dureranno: oltre alle due Mercedes, anche Sainz (McLaren) è costretto a rallentare con l’anteriore sinistra sfaldata. «Ogni mescola ha la sua durata, se vai oltre la rompi» spiega il responsabile di Pirelli F1, Mario Isola. «Analizzeremo quanto è successo per capire se è dipeso da un detrito (Raikkonen aveva perso un pezzo di ala, ndr) o dall’usura». C’è il precedente delle gomme scoppiate nel 2013 e, soprattutto, ci sarà un Gp bis sullo stesso circuito domenica prossima con mescole più morbide e quindi più delicate. Una conferma arriverà entro oggi o domani. «Sarà una bella sfida - promette Hamilton -. Di sicuro dovremo fare due stop. Ma siamo tutti sulla stessa barca».



Era comunque noto a tutti che percorrere 40 giri con lo stesso set di pneumatici sarebbe stato un azzardo. «Sono contento di come ho amministrato la gara», ammette Charles Leclerc, che è riuscito a rimediare un insperato posto sul podio davanti a Ricciardo (Renault), Norris (McLaren), Ocon (Renault), Gasly (AlphaTauri), Albon (Red Bull), Stroll (Racing Point) e Vettel (Ferrari), ultimo dei piloti a punti. La Ferrari, abbonata all’anonimato, ha quindi trovato il modo di dare senso a un fine settimana iniziato malissimo. Un piccolo spiraglio di luce, in attesa di qualche miglioria tecnica che possa salvare il salvabile della stagione. —



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