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i protagonisti della promozione  

Venturi, che storia dalla paura per la vita alla gioia per la B tutto in 365 giorni

gian marco regnani
 Venturi, che storia dalla paura per la vita alla gioia per la B tutto in 365 giorni

A un anno dall’incidente che poteva costargli la carriera ha alzato la coppa della promozione: «Indimenticabille» 

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l’intervista

gian marco regnani

Ci sono due date che Giacomo Venturi difficilmente potrà dimenticare: 23.07.2019 e 22.07.2020. Nel suo primo anno in maglia granata il portiere faentino ha collezionato undici presenze e vissuto emozioni contrastanti, ma il finale è di quelli che non si dimenticano.

Venturi, partiamo da quel maledetto 23 luglio 2019…

«Eravamo in ritiro a Carpineti da pochi giorni quando, al termine di una partitella, un compagno anziché calciare il pallone colpì la mia testa mentre ero proteso in uscita bassa. Ricordo poco di quel giorno, so solo che persi conoscenza e fui trasportato in elicottero al Maggiore di Parma dove rimasi ricoverato per una settimana».

C’è stato un momento in cui ha temuto per la sua carriera?

«All’inizio non mi resi conto della gravità della situazione ma le due microfratture riportate sul cranio erano a pochi millimetri dal cervello, quindi ho rischiato anche di rimanere paralizzato. Devo ringraziare chi mi è stato vicino come la mia famiglia e mia moglie, ma ricordo che in ospedale vennero a trovarmi anche Spanò, Espeche e il preparatore dei portieri Razzano».

Poi iniziò il lungo percorso di recupero…

«A un mese dall’incidente stavo già bene, a parte qualche giramento di testa al buio. A novembre sono tornato in campo svolgendo allenamenti individuali e il via libera definitivo da parte del neurochirurgo è arrivato diverse settimane dopo. Il 14 gennaio infine ho debuttato in campionato con il Ravenna. È stata dura, ma se ho ripreso a giocare il merito è anche di mister Razzano per la pazienza che ha avuto nei miei confronti. Dovrei costruirgli una statua».

I tifosi sono sempre stati dalla sua parte.

«Mi ha fatto piacere sentire la loro vicinanza e ricevere tanti messaggi di supporto oltre ai complimenti perché mi reputano un ragazzo serio che con il silenzio e con le prestazioni si è fatto valere. Spero di rivederli presto allo stadio e salutarli sotto la Curva e i Distinti».

Il 13 luglio siete tornati in campo per il gran finale, lei però un altro traguardo lo aveva appena tagliato…

«Sì, il 27 giugno sono convolato a nozze con mia moglie Giulia. Altri compagni in procinto di sposarsi come Espeche e Varone hanno preferito rimandare, noi invece siamo rimasti ottimisti».

Ai playoff è stato subito protagonista salvando la Reggiana contro il Potenza.

«Parare il rigore a França è stato un mix di fortuna e bravura. Quel gesto ha dato la svolta ad una partita complicata contro un avversario difficile da affrontare che ci ha concesso veramente poco».

Contro Novara e Bari invece sono arrivate due prestazioni più convincenti.

«Entrambe giocavano un calcio diverso che poteva esaltare le nostre caratteristiche. La Reggiana è sempre stata convinta di potercela fare: non ci siamo mai fatti condizionare dai pronostici che vedevano favorito il Bari. Abbiamo fatto parlare il campo e alla fine ha trionfato la squadra che lo meritava di più».

Il 22 luglio, a 365 giorni esatti da quel brutto incidente, è arrivata la promozione in B.

«Non scorderò mai l’accoglienza dei tifosi radunati sotto la tribuna quando siamo usciti dallo stadio. Indimenticabili anche il giro in pullman e la festa in piazza».

Si sta già preparando per la Serie B?

«Ho ancora un anno di contratto ma aspetto la conferma ufficiale da parte della società. Credo che il divario tra B e C non sia così ampio, ma se mi sarà concesso affronterò questa nuova categoria con grande impegno e imparerò a conoscerla cammin facendo».

Spanò purtroppo non sarà con voi.

«Penso che la sua scelta sia coraggiosa ma ben ponderata, conoscendo l’intelligenza e i princìpi che lo contraddistinguono. Spero di riabbracciarlo presto».



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