Blums: «Gli amici mi chiamano Rimas Kaukenas»
Riccardo Bellelli
REGGIO EMILIA
Janis Blums è da subito stato paragonato a Rimantas Kaukenas, un paragone che il giocatore lettone conferma: «Anche degli amici lituani mi chiamano Kaukenas, forse perché abbiamo qualche aspetto in comune come l’etica del lavoro, la fame per continuare a migliorarsi e anche per il fatto che tutti e due abbiamo giocato fino in età avanzata».
Le similitudini però sono anche nel ruolo all’interno della squadra: «So che dovrò essere un esempio per i giovani, uno che può dire la parola giusta nel momento giusto nello spogliatoio».
La voglia di calcare il parquet è davvero forte in lui.
«Ero incerto su cosa fare - spiega -. Riga mi aveva chiesto di restare e mi offrivano una carica dirigenziale ma è arrivata l’offerta di Reggio e io avevo ancora voglia di giocare, specialmente in una squadra del nord Italia avendo giocato già al sud a Napoli e Avellino. Mi mancava il cibo italiano e vorrei utilizzare questa opportunità per visitare le bellezze di questa parte del paese. Reggio è una società con una grande storia ed è ben organizzata quindi ho parlato con la mia famiglia e siamo venuti qui. La coppa? Giocarla è sempre una grande emozione. Faremo di tutto per provare a vincerla».
«Mi piace il tifo degli italiani, a Napoli c’erano tremila persone ma facevano rumore come fossero ventimila. In certi palasport ricevi una spinta dal pubblico che ti convinci che non puoi perdere. Mi dispiacerà molto se non ci saranno i tifosi», ammette.
Blums potrebbe anche fornire alla Pallacanestro Reggiana un giocatore: «Mio figlio gioca nella nazionale under 15 della Lettonia. Ho già parlato col coach, quando verrà a trovarmi potrà allenarsi con i ragazzi della Pallacanestro Reggiana». —
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