«Le società hanno ragione senza nuove norme non si può ricominciare»
Il presidente regionale della Figc Paolo Braiati respinge le critiche «Il protocollo non dipende da noi, puntiamo a partire il 5 ottobre»
l’intervista
NICOLÒ VALLI
«Se rimangono in vigore questi protocolli non solo non ripartiamo noi, ma non lo fanno nemmeno i professionisti. Ci aspettiamo che in queste settimane vengano allargate le maglie, altrimenti crolla tutto il castello».
Parole forti quelle pronunciate da Paolo Braiati, presidente regionale della Figc che si occupa dell’organizzazione dei campionati a carattere regionale.
«Abbiamo fissato-spiega Braiati- nel 5 ottobre la data d’inizio dei campionati di Eccellenza, Promozione e Prima Categoria. Se la situazione non precipita vorremmo sfruttare le ultime due settimane di settembre per i primi turni di Coppa, magari utilizzando anche il mercoledì per portarci avanti. Il tutto è però al momento fermo, in quanto gli attuali protocolli sono insostenibili per le singole società: so che i medici della Lega sono in contatto con il Comitato Tecnico Scientifico per una modifica delle regole e si respira un cauto ottimismo, ma l’ultima parola non spetta a noi. C’è tanta voglia di ricominciare, ma al tempo stesso sappiamo che così stanti le cose sarà difficile».
A frenare i numerosi club sono infatti le stringenti misure da adottare sia per quanto riguarda gli atleti sia per quanto riguarda il pubblico. Paolo Braiati confida però in un ingresso del pubblico già dalle prime giornate: «Andrebbe bene anche un 50% di capienza- afferma- ma non vorremmo vedere gli spalti vuoti. Chiaramente la mascherina andrebbe portata, ma sarebbe un male minore. Questa attuale situazione è un pianto generale, basti pensare agli sport al chiuso con molti team che non hanno ancora avuto l’autorizzazione ad utilizzare le palestre di riferimento. Stiamo facendo il possibile per ricominciare: la Lega sta anche valutando una tutela giuridica ad hoc per un atleta o un dirigente che dovessero contrarre il virus».
Confermati i gironi brevi anche per scongiurare trasferte lontane, però inevitabile andare incontro a tante retrocessioni: «Abbiamo voluto giustamente bloccare le retrocessioni – spiega Braiati – però per la stagione 2021-2022 vogliamo tornare al format originale ed è quindi inevitabile in questa prevedere più retrocessioni. Se non si ripartisse a settembre? Il piano B prevede lo start a novembre ed il piano C a dicembre, anche se vorrebbe dire essere in netto ritardo sulla tabella di marcia. In questi ultimi due casi non escludiamo di annullare la Coppa per guadagnare tempo; le tempistiche comunque le detta il Covid».
Per fine agosto sono previste riunioni con le squadre per un confronto collettivo; squadre alle quali il Comitato regionale Figc è andato incontro economicamente, motivo per il quale il presidente si toglie un sassolino dalla scarpa: «In questi mesi abbiamo calato il costo delle iscrizioni e messo a disposizione delle società diversi soldi grazie ai contributi. Dobbiamo ripartire, se non si riparte quest’anno crolla tutto il castello: significherebbe- chiude Braiati- mandare all’aria anni di investimenti tecnici ed economici». —
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