«Lunghi dinamici e guardie veloci: ecco la nuova E80 Bema»
L’allenatore castelnovese Davide Diacci presenta la formazione 2020/21 «Abbiamo posto l’attenzione su affidabilità e carattere»
Riccardo Bellelli
CASTELNOVO MONTI
È ormai pronto il roster di Castelnovo Monti per il prossimo campionato di serie C Gold.
La squadra ha perso qualche pezzo importante dell’ultimo campionato come Denis Dal Pos, Guido Provvidenza, Elijah Sabah o Evaldas Levinskis, ma dopo un inizio apparentemente attendista,la società ha trovato quasi tutti i rimpiazzi da fornire all’allenatore Davide Diacci.
I tecnico spiega così la logica di mercato seguita: «Volevamo esterni rapidi, con trattamento di palla e punti, pericolosità dal perimetro e capacità di creare gioco per gli altri. I lunghi li cercavamo grossi e dinamici per attaccare il canestro e forti in protezione dell’area. Abbiamo, come sempre, posto particolare attenzione su aspetti quali carattere, affidabilità, agonismo e dedizione al lavoro».
Ci può presentare i nuovi arrivati?
«Luka Rolijc è una guardia con punti nelle mani, tiratore in uscita blocchi, sugli scarichi e dal palleggio. Ha vinto la C Gold due anni fa a Soresina. Gabriele Rossi, è un playmaker del 1999, viene da un ottimo campionato a Bertinoro. Bravo a giocare i pick’n’roll e tiratore molto pericoloso. Giordano Chakir è un 4/5 di 204 centimetri d’altezza, buon atleta, forte fisicamente, corre bene in campo. Bravo in difesa dove sa proteggere il ferro e prendere rimbalzi mentre in attacco sa essere pericoloso vicino a canestro. Matteo Dias è un’ala che viene da 2 anni a Fiorenzuola dove è cresciuto sotto tutti gli aspetti. Ha messo su chili e maturato solidità difensiva. In attacco apprezzo la sua capacità di crearsi buoni tiri dalla media».
Dopo questi arrivi e le conferme di Mabili, Longoni, Parma Befenati, Mallon e Magnani, cosa manca per completare l’organico?
«Ci manca solo un’ala piccola da trovare preferibilmente della provincia reggiana».
Che differenze ci sono col team dello scorso anno?
«Vorrei una squadra più solida ed equilibrata, soprattutto dal punto di vista mentale. L’anno scorso abbiamo fatto bene, avevamo diversi giovani e la squadra avrebbe potuto fare un salto di qualità nel finale di stagione».
Quest’estate ha dato vita al camp DDB per i giocatori che volevano migliorare le proprie capacità tecniche. Ci vuol parlare di questa esperienza?
«Il DDB è un corso di alta specializzazione sui fondamentali. Uniamo la filosofia del player development Nba con la scuola italiana, studiando movimenti di grandi giocatori. Siamo molto soddisfatti delle esperienze fatte quest'anno, in Liguria si è allenato con noi Diego Flaccadori, che è rimasto colpito dalla efficacia della nostra proposta». —
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